«Dudù alla vivisezione». E il barboncino del Cav diventa un “eroe”, alla faccia di Grillo

Una campagna elettorale… da cani. Prende quota, dopo mesi e mesi di tormentoni, il furore anti-Dudù. Ebbene sì, con i problemi bestiali che ha il Paese e con le Europee alle porte, Grillo entra nel vivo e accende la miccia elettorale con un tema cruciale, fondamentale: il cane di Berlusconi. «Dudù deve essere mandato alla vivisezione», dice il comico genovese, infierendo in un comizio a Pavia contro il barboncino di Francesca Pascale e Silvio Berlusconi – il cane più “odiato” del mondo – e in generale contro tutti i cagnolini trattati e vezzeggiati dai propri padroni come bebè. Si prende l’applauso perché detto così fa ridere, come una pièce comica: «Berlusconi è impazzito per questo cane. Ma Dudù dev’essere affidato alla vivisezione», ha urlato il leader del M5S, prendendosela con gli animali di piccola taglia: «Li detesto perché i proprietari di questi cagnetti non amano i cani, amano il proprio cane». Grillo punta il dito in particolare contro il giro d’affari milionario per produttori di cappottini, cucce e altri accessori che la diffusione dei cani alimenta. Molto meglio ucciderli per scopi più o meno scientifici, è la sua sintesi. Che comizio edificante. «È una notizia che Grillo sia favorevole alla vivisezione», replica ironica la padrona di Dudù Francesca Pascale. «Non è una notizia che per lui ammazzare non è un reato». Non poteva mancare il commento di Michaela Vittoria Brambilla, animalista convinta, che nel 2009 da ministro del Turismo creò un Comitato per la reazione di un’Italia animal friendly: «È un messaggio bruttissimo, che non fa ridere. Mi meraviglia molto», una trovata che potrebbe ritorcersi contro di lui. «Grillo fa propaganda alla vivisezione e mostra di non sapere neppure che cosa sia l’amore per gli animali. Così ha offeso i sentimenti di milioni di italiani» aggiunge, «non solo dell’86 per cento contrario alla vivisezione, ma in particolare di tutti quelli che convivono con un animale domestico e lo considerano come un componente della famiglia, delle persone anziane alle quali un cagnolino dà compagnia, dei bambini a cui dà gioia», sottolinea la Brambilla.

Bsogna dire che il “vivisezionando” Dudù ha avuto paradossalmente più solidarietà del suo padrone quando è stato attaccato. Scrive su Facebook il fondatore dei comitati BOBI (BOicotta il BIscione), Gianfranco Mascia, certamente non un devoto del Cav: «Nella mia vita, non avrei mai pensato minimamente di dover difendere un membro della famiglia Berlusconi. Ma la frase di Grillo su Dudù (…va vivisezionato) non mi sembra degna di una persona intelligente. Credo che i diritti degli animali non siano uno scherzo e vadano sempre rispettati. È così che sono costretto a dire che, questa volta, BOBI difende Dudù». Per Dudù si passa anche sopra all’“odio” per Berlusconi. In soccorso di Dudù anche i Verdi: «Viene da pensare che quelle di Grillo, che dice di voler vivisezionare il cane di Berlusconi, siano parole di “razzismo” animale», dichiara la coportavoce dei Verdi, Luana Zanella che fulmina Grillo: «La vivisezione è una pratica odiosa che provoca sofferenza e dolore che non solo non può essere oggetto di battute ma che va semplicemente cancellata. La battaglia per i diritti degli animali è una cosa talmente seria che non può essere cestinata solo per fare propaganda o cercare un applauso».  Quanto a Grillo, la sua sembra più una mossa da guitto che da politico: sarà riuscito a stuzzicare la Pascale e il Cav, ma anche la suscettibilità degli animalisti d’Italia, che sono tanti…