Danno erariale per 9 milioni di euro: condannato l’ex assessore eco-integralista della giunta Bassolino

La sezione giurisdizionale della Corte dei Conti per la Campania, accogliendo in toto le risultanze delle indagini condotte dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Napoli, ha condannato un ex assessore della giunta Bassolino (il fondatore di Legambiente Walter Ganapini, che aveva già ricoperto incarichi con la giunta Veltroni e con il governo Prodi) e due dirigenti della Regione al risarcimento di un danno erariale per oltre 9 milioni di euro. L’attività investigativa, coordinata dalla Procura Regionale della Corte dei Conti per la Campania, ha riguardato la mancata riscossione delle sanzioni pecuniarie correlate alla contestazione di violazioni al codice dell’ambiente: le indagini, concluse nel 2012, avevano rivelato che la Regione Campania aveva lasciato prescrivere 1.023 verbali di accertamento elevati nel periodo 2002/2005 dagli organismi pubblici preposti ai controlli in materia ambientale (Carabinieri, ARPAC, AA.SS.LL) nei confronti dei gestori dei depuratori delle acque reflue e dei titolari di scarichi abusi vi. Era infatti compito dei competenti uffici regionali provvedere a determinare la misura della sanzione, con conseguente notifica ai trasgressori della “ordinanza-ingiunzione”. Nel 2000 la gestione delle attività istruttorie finalizzate alla quantificazione delle sanzioni pecuniarie, con Delibera della Giunta, era stata affidata ad apposita “Unità Operativa”, poi soppressa nel 2007, dal Coordinatore pro-tempore del Settore Ecologia della Regione con proprio provvedimento. La mancata individuazione di una struttura alternativa all’interno dell’Ente alla quale delegare analoghe funzioni ha comportato la prescrizione dei citati 1.023 verbali di accertamento elevati nel periodo 2002/2005 e delle relative sanzioni amministrative. La Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti per la Campania, con sentenza depositata il 5 maggio scorso, ha evidenziato ”la gravità della descritta condotta omissiva”, sottolineando come le sanzioni prescritte fossero destinate al risanamento ed alla riduzione dell’inquinamento dei corpi idrici, a tutela del diritto fondamentale della salute. È stato quindi ritenuto sussistente il danno erariale cagionato alle casse del la Regione Campania per un importo di euro 9.081.087. Condannati al risarcimento sia l’assessore pro-tempore che i due dirigenti. Contestualmente è stata disposta la trasformazione in pignoramento del sequestro conservativo già eseguito dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli nei confronti dei condannati (per un importo di oltre due milioni di euro).