Casa, via libera al decreto. Mano pesante con gli abusivi e “bonus” mobili fino a 10mila euro

Niente luce e gas per chi occupa abusivamente una casa, anche se vuota. Bonus mobili fino a 10mila euro svincolato dalle spese di ristrutturazione. Cedolare secca al 10% per i canoni concordati: sono queste alcune delle misure principali previste dal decreto legge casa approvato oggi definitivamente dalla Camera, con 272 sì e 92 no. Nel testo c’è anche un capitolo sull’Expo, con uno stanziamento di 25 milioni di euro presi dai fondi per la stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione.

Sul fronte della lotta agli abusivi, chiunque occuperà una casa, anche se vuota, non potrà vedersi allacciati né acqua, né gas, né luce. In più, per almeno 5 anni non potrà venir iscritto nella lista per poter avere una casa popolare. Per quanto riguarda Expo, sono in arrivo 25 milioni per il comune di Milano che deve organizzare Expo2015. I soldi arrivano da un corrispettivo taglio ai fondi per la stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione. Via libera anche alla deroga per la società Expo2015 del Codice degli appalti per i contratti di sponsorizzazione e le concessioni di servizi. Sempre per Expo, proroga al 2015 per il Comune di Milano della possibilità di utilizzate i proventi di concessioni edilizie e sanzioni per pagare le spese correnti e quelle per la manutenzione del verde e delle strade. La norma viene collegata sempre a Expo. Novità anche sul fronbte degli incentivi. Si svincola il bonus di 10mila euro per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici dalla cifra che si spende per ristrutturare l’abitazione. Oltre 325 milioni di euro in più vanno al Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione ed al Fondo destinato agli inquilini morosi incolpevoli. Gli inquilini che hanno denunciato di pagare in nero l’affitto potranno inveced ormire sonni tranquilli fino al 31 dicembre 2015. Nonostante la sentenza della Consulta che vanificava gli effetti della legge che li aveva spinti alla denuncia, con il decreto Casa vengono fatti salvi i diritti acquisiti (di pagare meno e restare nell’abitazione) fino alla fine del 2015. Una cedolare al 10%  viene introdotta per i contratti a canone concordato stipulati nei maggiori comuni italiani (e nei comuni confinanti), negli altri capoluoghi di provincia o nei comuni molto popolosi. Non solo. Vale anche per le abitazioni affittate a cooperative edilizie o a enti senza scopo di lucro, purché sublocate a studenti universitari e date a disposizione dei comuni.