Cannabis droga pesante o leggera? La maggioranza al Senato fa il gioco delle tre carte. Gasparri: «In aula sarà battaglia»

Resta aperta la questione di come classificare la cannabis nel decreto legge sulle sostanze stupefacenti: le commissioni riunite Sanità e Giustizia del Senato l’hanno “risolta” con un ordine del giorno che rimanda la decisione al governo. Il testo, presentato dal Nuovo centrodestra, è stato accolto dalle commissioni, dopo che gli emendamenti sullo stesso argomento erano stati bocciati. Allo stato attuale, dunque,

restano immutate le tabelle che distinguono tra droghe pesanti e droghe leggere, contemplando i derivati della cannabis tra queste ultime. Si tratta della parte più controversa del decreto, che a fine aprile ha avuto il via libera della Camera e che si era reso necessario dopo la bocciatura della legge Fini-Giovanardi da parte della Corte costituzionale. «Il governo valuti se la cannabis è da considerare al pari dell’oppio, della cocaina, dell’amfetamina e degli altri allucinogeni. E questo attraverso l’esame della concentrazione di Thc, che potrebbe così consentire l’inserimento nella Tabella I e non più soltanto nella Tabella II, come adesso», recita l’ordine del giorno, inizialmente presentato a firma di Carlo Giovanardi e poi “adottato” dalla vicepresidente del gruppo del Nuovo centrodestra al Senato, Laura Bianconi, dopo che l’ex ministro è diventato relatore del decreto. Secondo la Bianconi, l’approvazione dell’odg da parte delle commissioni è «un risultato importante», che segna «un punto fermo all’interno di un provvedimento articolato e complesso» e «acquista ancora più importanza alla luce delle sempre più forti derive a favore di una depenalizzazione delle droghe». Sullo stesso tema, però, erano stati presentati anche degli emendamenti che, se approvati, avrebbero consentito da subito l’inserimento della distinzione nel testo di legge, invece di rimandare la faccenda a un successivo intervento dell’esecutivo. Per questo in molti, a partire dai senatori di Forza Italia che avevano proposto quegli emendamenti, hanno letto l’ordine del giorno come una soluzione al ribasso per i problemi squisitamente politici che il provvedimento pone alla maggioranza di governo. «Il Nuovo centrodestra aveva votato la fiducia al provvedimento alla Camera annunciando indispensabili modifiche al Senato. Ma tra la lotta alla droga e la poltrona ha contato di più la seconda», ha detto Maurizio Gasparri, parlando di «orecchie sorde del governo Renzi, che evidentemente sceglie la droga più facile per i nostri figli». Il vicepresidente dei senatori azzurri, quindi, ha chiarito di non considerare affatto chiusa la partita: «Proporremo le modifiche in aula martedì. C’è tutto il tempo per varare poi alla Camera il decreto, eventualmente modificato, prima della scadenza». «Le tabella vanno modificate nella legge. La nostra sfida sarà sulla coerenza», ha proseguito Gasparri. Il tema di come classificare la cannabis è stato il nodo del provvedimento anche alla Camera, dove il voto finale era slittato dopo che gli uffici tecnici del ministero della Salute avevano inserito la cannabis tra le droghe pesanti, contrariamente a quanto era stato stabilito. La vicenda fu spiegata con un banale errore di copia-incolla da parte di chi aveva materialmente compilato il provvedimento, e la cannabis fu reinserita e votata nella tabella delle droghe leggere. Qualcuno, però, aveva avanzato il sospetto che l’errore fosse in realtà un blitz tentato dal dicastero guidato da Beatrice Lorenzin, ponendo la tesi complottista sullo sfondo delle diversità di vedute tra l’anima Pd e l’anima Ncd del governo. Uno sfondo su cui si inserisce anche il confronto nelle commissioni riunite del Senato dove, a quanto si è appreso, l’odg è passato con qualche problema, come testimonia anche la precisazione del Pd rispetto alle parole del Ncd. «Non esiste agli atti della commissione Sanità del Senato alcun odg Giovanardi. Forse i parlamentari del Ncd fanno riferimento a un odg che ora porta il nome di Laura Bianconi e che è stato riformulato dal governo», ha detto la presidente della commissione Sanità Emilia De Biasi del Pd, secondo la quale «la senatrice Bianconi ha accolto la riformulazione del governo e quindi non c’è stata nessuna votazione».