Bufera sul direttore di “Europa”: «Giusto il golpe contro Berlusconi, non meritavamo la democrazia»

«Dunque c’è stata un’operazione internazionale per far fuori Berlusconi dal governo? Lo davo per scontato e hanno fatto benissimo». La bocca della verità del Pd si chiama Stefano Menichini, che su Twitter ha espresso candidamente quello che la sinistra pensava da tempo e non osava dire pubblicamente. Il cinguettio del direttore di Europa ha avuto l’effetto di una deflagrazione dopo le rivelazioni dell’ex ministro Usa Timothy Geithner sul complotto preparato in Europa per mettere Mario Monti al posto di un premier eletto democraticamente. Un golpe a tutti gli effetti, del quale Menichini va addirittura orgoglioso. Scrive uno stupefatto follower: «Brutta questa. Passi il vincolo esterno, ma sottrarre sovranità popolare è in qualche modo un golpe. Se vince Grillo non si lamentino». La risposta del direttore di Europa è ancora più inquietante. La sovranità popolare? «L’avevamo ceduta. Avevamo dimostrato di non meritarla». Roba da regime cubano o maoista, come se Menichini fosse rimasto ancora ai tempi in cui scriveva sul manifesto. Eppure, l’epiteto più usato, neanche a dirlo, è un altro. «Invito i gentili fascisti come Menichini a stracciare la propria scheda elettorale, che per loro stessa ammissione non meritano», stigmatizza uno sul Social network. Mentre un altro osserva: «Il Signor Menichini ha una “curiosa” idea di democrazia e volontà popolare. Dispiaciuto per lui» . E tra i tanti che si indignano con il giornalista romano, c’è anche chi replica sul filo dell’ironia. «Bravo Menichini, la sinistra dei mercati e della finanza trionferà». Sui gruppi del centrodestra il cinguettio del direttore di Europa, viene ritwittato a go go per ricordare che la mentalità è sempre quella, comunista. Hai voglia a fare restyling, a cambiare nomi e simboli. «Svela a tutti cosa sia il Pd – scrive Minuteman – da pubblicizzare questa dichiarazione di Menichini, è gravissima».  Dal canto suo, Menichini replica a colpi di tweet, minimizzando. «Tanti si scaldano per una constatazione banale. Bastava leggere i giornali nel 2011 per capire che l’Italia stava per essere commissariata». E continuano a chiamarsi “Democratici”.