Berlusconi rompe il patto del Nazareno: non possiamo fare le riforme con Renzi

“Posso dire che dopo le cose che ha fatto Renzi come gli 80 euro solo ai dipendenti e nulla per i pensionati, noi stiamo ritenendo di non poter seguire la strada di queste proposte di riforme” del Senato.”Anche sulla legge elettorale hanno cambiato l’accordo mettendo il ballottaggio, una cosa inaccettabile”. Lo afferma Silvio Berlusconi a Tgcom 24 sancendo in pratica la rottura del cosiddetto “Patto del Nazareno”, che portò nel gennaio scorso a stabilire l’intesa sulla nuova legge elettorale. Le parole di Silvio Berlusconi sono  destinate quindi a ribaltare l’assetto politico dando fiato ai “falchi” di Forza Italia (che si oppongono a Denis Verdini e alla sua linea dialogante con il premier) e dall’altra parte restituiscono ossigeno alla fronda interna al Pd degli antirenziani.

“Stiamo scrivendo il programma per le elezioni politiche – annuncia ancora Berlusconi – e posso dire sin da ora che se andremo al governo nel primo Cdm faremo come nel governo precedente, toglieremo di nuovo l’Imu che i governi di sinistra hanno rimesso, aumenteremo la pensione minima ai pensionati a 800 euro ma stiamo studiando le coperture per arrivare a 1000”. Ha poi aggiunto di voler aumentare anche “di 200 euro il fondo per le casalinghe che fanno un lavoro importantissimo e non riconosciuto”.

Sulla sentenza Mediaset ha ribadito che si è trattato del mezzo utilizzato per “escluderlo dal Parlamento, ciò che la sinistra ha tentato di fare dal ’94. Sono sicuro che in pochissimo tempo mi verrà ridata la mia piena onorabilità”. Sulle sorti del governo Renzi si è detto pessimista: “Sul governo presieduto da Renzi sono pessimista. Si tratta del terzo governo non eletto dai cittadini, è passato dalla segretaria Pd al palazzo Chigi, se lo avessi fatto io ci sarebbe stata la rivoluzione. E’ il presidente di un governo tutto di sinistra, perché Alfano eletto con il nostro simbolo dove c’era il mio nome, con il mandato di contrastare la sinistra è diventato la stampella del governo”.

Infine ha avuto parole di amicizia per Scajola e per Dell’Utri: “Scajola è in carcere perché ha aiutato un amico latitante in difficoltà come chiesto dalla moglie. Io non ricordo questo Matacena, forse è stato nel ’94 per un po’ un nostro parlamentare. Si sta esagerando: basti pensare che sono delle persone, la metà, che sono messe in carcere ma che alla fine dei processi sono innocenti. Questo dovrebbe farci pensare quando uno è accusato ingiustamente”. Quanto a Dell’Utri “io posso dire – afferma Berlusconi – che conosco dell’Utri dall’università, è una delle migliori persone, è un dirigente validissimo, ha una biblioteca straordinaria e una meravigliosa famiglia, è un credente e da 20 anni è sottoposto ad una tortura, forse perché era vicino a me: di essere accusato di coinvolgimenti in fatti di mafia”.