Alluvione a Senigallia, minacciati due volontari di CasaPound. Scritte sotto casa: vi ammazzo fasci di merda!

A una settimana dall’esondazione del fiume Misa Senigallia torna alla normalità. Le scuole riapriranno lunedì e il sindaco Mangialardi si augura che il governo non lasci soli i 5000 alluvionati. Lo sforzo di tanti volontari ha reso possibile alla città colpita dal maltempo di superare una brutta prova. Eppure, nonostante le difficoltà vissute dalla comunità di Senigallia, c’è chi anche nell’emergenza si adopera per seminare odio e discordia. Non diversamente si può leggere l’episodio capitato a due ragazzi minorenni che hanno lavorato come volontari per ripulire le strade dal fango indossando le magliette di CasaPound e che, proprio per questo, sono stati minacciati. Un gruppetto di persone ha aggredito verbalmente i ragazzi con minacce quali “prima o poi le prendete, meglio che non uscite da questo quartiere, avrete vita breve”. Nella notte poi ignoti hanno pensato bene di imbrattare il giardino adiacente il palazzo nel quale abitano i ragazzi con gravi minacce: “Muori di cancro ora!” e “Vi ammazzo fasci di merda”. “Ancora una volta – sottolinea CasaPound Italia in una nota – si è manifestata l’intolleranza, la violenza, l’ipocrisia di una certa area autodefinitasi ‘antagonista’, che avendo perso ogni contenuto di tipo politico si affida solo a vili minacce, che risultano ancor più fuori luogo, dato il grave momento della città”.

Un episodio molto grave proprio per il segnale che invia: un messaggio di odio e di divisione anche quando sarebbero necessarie solidarietà e unità d’intenti. La piazza minore di Senigallia non è in questo diversa da altri scenari metropolitani dove il conflitto politico viene vissuto all’insegna di un odio che sembra tornare da sanguinosi decenni ormai lontani. Un errore. Un anacronismo. Un insulto all’entusiasmo di ragazzini che volevano solo aiutare i loro concittadini.