Alle elementari il sindaco grillino non dà il dolce ai bimbi che pagano 40 centesimi in meno

Da mesi tutti gli esperimenti “politici” vengono fatti nelle scuole. E quel che è peggio, nelle scuole elementari, dall’educazione sentimentale alle favole dei pinguini gay, dalla cancellazione delle feste del papà e della mamma ai documenti con le scritte “genitore 1 e 2”. Ora si passa anche al pranzo e per di più al tentativo di togliere dalla bocca dei bambini il piacere di un po’ di crema o di panna. Dal prossimo anno scolastico nelle mense delle scuole materne ed elementari di Pomezia, comune laziale guidato dal sindaco grillino Fabio Fucci, compariranno due menù: uno meno costoso (4 euro) e uno più costoso (4,40 euro). A fare la differenza è il dolce alla fine del pasto. Scorrendo infatti il bando di gara per l’affidamento del servizio vengono proprio specificati i due prezzi differenti. «Costo unitario del pasto (soggetto a ribasso): euro 4,40 (pasto completo) Iva esclusa – si legge nel documento – euro 4,00 (pasto ridotto) Iva esclusa». Per conoscere però la composizione dei due menù bisogna arrivare al Capitolato, dove si legge che quello ridotto è comprensivo di primo, secondo, contorno, pane e frutta. Mentre quello completo comprende anche il dessert finale. «Le ricette del “Menù completo” e quelle del “Menù ridotto” – si legge ancora – saranno le stesse, con eccezione delle ricette relative al “dolce”, atteso che detta ultima portata è prevista solamente nel menù completo». Inevitabile monta la polemica con l’opposizione che parla di scelta inaccettabile: «Una cultura discriminatoria quella portata avanti dal Movimento 5 Stelle che, nascondendosi dietro al cosiddetto governo partecipato, arriva al punto di far subire a dei bambini nell’età più delicata l’esperienza più terribile: la diseguaglianza sociale».