Ad Alfano il 4 per cento basta e avanza. E sceglie la polemica con gli azzurri: noi moderati, loro lepenisti…

Il dato elettorale è stato risicato ma Alfano non se ne cura e, nella riunione dei gruppi del Ncd a vicolo Valdina, parla come se dovesse spettare a lui, in futuro, guidare “il lungo e articolato cammino che da qui al 2018 dovrà portare alla ricostruzione dell’area moderata del centrodestra italiano”. Una strada lunga e complicata, dice Alfano, che davanti ai taccuini dei giornalisti continua a parlare di “esame superato”, di un risultato elettorale ottimo nelle condizioni date. La direzione di marcia è tracciata, nessuno spazio all’autocritica. Alfano sceglie ancora di polemizzare con gli ex compagni di partito di Forza Italia: “La Lega – dice – si è messa fuori dall’area moderata scegliendo l’alleanza con Marine Le Pen. Forza Italia confermando l’alleanza con Salvini (alleato a Bruxelles della le Pen) rischia di fare altrettanto”, tanto che Alfano osserva: “Nella mia visita a Bruxelles ho visto rinsaldato il rapporto con il popolarismo europeo, baluardo contro gli estremismi che si vanno formando in Europa con Le Pen, ai quali aderisce Salvini, in asse con una Forza Italia lepenista che libera per noi importanti spazi nell’elettorato moderato”. Ma se qualcuno, soprattutto nella generazione dei sessantenni, sprona Alfano a rompere con Forza Italia (“ci insultano dalla mattina alla sera, mentre noi siamo moderati e con loro abbiamo poco a che fare”), il leader di Ncd invita alla pazienza e a vedere le cose in una prospettiva lunga. Un segnale è certo l’assenza di Berlusconi dalla conferenza stampa sui referendum con Salvini, alla quale prende parte lo stato maggiore del partito ma non l’ex Cavaliere. Nella riunione prendono la parola in tanti. Alfano apre e chiude, poi parlano tra gli altri Schifani, Quagliariello, Sacconi, Pisu, Formigoni, Cicchitto. Lupi no: prende parte “a mo’ di meteora” e se ne torna a Milano, lasciando che sia Alfano ad annunciare che resta tutto com’è. “Abbiamo celebrato 45 giorni fa il congresso che mi ha eletto presidente – afferma – io ho nominato coordinatore Gaetano Quagliariello e la composizione al governo resta quella che è. Non credo che Maurizio Lupi abbia intenzione di lasciare le Infrastrutture”. Per ora è così, commenta qualcuno sottolineando la blindatura di Alfano, più avanti si vedrà. Le decisioni serie sulla riorganizzazione del partito sono rinviate, dunque, anche se un tema della lunga riunione è la richiesta dei quarantenni ad Alfano di una rigenerazione, attraverso un salto generazionale.