A destra prove tecniche di coalizione con il Carroccio. Salvini: siamo gli unici a crescere

Un nuovo centrodestra a trazione leghista per combattere la Balena bianca renziana? Piaccia o no, la Lega di Matteo Salvini esce dalle urne europee con un lusinghiero 6,5 per cento e diventa il quarto partito italiano. Un risultato superiore alle aspettative per un movimento che ha rischiato la scomparsa sotto lo tsunami degli scandali e che oggi per bocca del suo leader, recordman di preferenze, si candida a motore di un nuovo centrodestra. «Gli altri sono andati indietro, noi no. Mi ha chiamato Silvio Berlusconi e mi ha fatto i complimenti», ha detto a “Porta a Porta” il segretario che ha sdoganato il Carroccio nel Meridione con una campagna on the road contro i burocrati di Bruxelles. «Offro al Cavaliere la possibilità di ricominciare il dialogo già domani, ma venga a firmare insieme a me i nostri sei referendum a partire da quello contro la riforma Fornero». Che fare? Giovanni Toti dai microfoni di “Studio Aperto” si precipita a informare di aver incontrato Salvini per appoggiare alcuni quesiti referendari. Chapeau al successore di Bossi da parte dell’azzurro Ignazio Abrignani che gli riconosce il merito di aver rimesso in piedi il movimento: «Ha saputo ricreare una Lega di battaglia che, in un momento di crisi e di antipolitica, ha cavalcato (con un po’ di demagogia) temi o cari al Nord e a tutti gli italiani». Il deputato di Forza Italia si dice favorevole a un dialogo con tutto il centrodestra ma «in una coalizione è il partito maggiore che deve farsi promotore di un percorso comune. E noi, vorrei ricordarlo, abbiamo ottenuto il 17 per cento di voti. Non si può dire “se fai queste sei cose allora possiamo parlare…”, è un metodo un po’ da Grillo che non ci appartiene». Scettico sulle primarie («finché c’è Berlusconi ed è lui a guidare il partito e a prendere i voti, sono superflue»), Abrignani guarda con interesse a un nuovo cantiere dei moderati: «Penso a una coalizione con la Lega, Fratelli d’Italia e Nuovo Centrodestra ma non a un partito unico, ci sono troppe differenze. Il risultato elettorale parla chiaro, quando l’elettorato si divide si perde. L’ho detto: mi aspettavo il 19 per cento ma siamo lì, anche perché abbiamo fatto campagna elettorale con Berlusconi azzoppato». E gli altri? «Giorgia Meloni ha fatto un’ottima campagna elettorale, molto coinvolgente. Hanno raddoppiato i voti da soli, fossi in loro sarei soddisfatto…». Più difficile una liaison con Alfano che non le ha mandate a dire al Cavaliere e che, a sua volta, è stato definito da Salvini «un oggetto da arredamento a casa Renzi». «Spero che il buon senso prevalga dopo quello che è successo – dice Abrignani – mi lasci dire che siamo noi ad aspettare una telefonata dal ministero dell’Interno….». 
Un laboratorio politico con la Lega, perché no? Massimo Corsaro di Fratelli d’Italia, milanese doc, guarda con grande attenzione alla capacità della Lega di rimettersi in pista. «Non solo sui temi, ma anche sotto il profilo della militanza e della partecipazione territoriale Salvini ha fatto un gran lavoro. Con questa tornata elettorale si è chiuso definitivamente il centrodestra della Seconda Repubblica perché è clamorosamente fallita l’operazione Alfano e si è conclusa la stagione di Berlusconi, che non ha più un obiettivo di carattere politico e la sua presenza è assolutamente un ostacolo alla rinascita di un centrodestra». Noi che per primi abbiamo denunciato la fine del Pdl – spiega Corsaro – abbiamo il dovere di guardarci intorno magari costruendo un pezzo di strada insieme a Salvini. «Accanto ad alcuni aspetti che ci vedono quasi alternativi, noi privilegiamo l’interesse nazionale e anteponiamo alla politica una visione etica della società, ci sono argomenti sui quali c’è forte sintonia, penso all’immigrazione, alla giustizia (siamo stati gli unici a combattere in Parlamento contro indulti e amnistie ), all’Europa, alla battaglia fiscale a favore delle piccole e medie industrie». Prove tecniche di dopo Pisapia? «So che Lupi punta alla candidatura a sindaco. Ma ha preso un quinto dei voti di Salvini… Tra i due non ho dubbi. Sto con Salvini». Dal partito di Alfano, invece, Fabrizio Cicchitto fa sapere che il centrodestra non può ripartire «dall’attuale Forza Italia con l’attuale leadership, l’attuale consigliere politico e le attuali gerarchie. O viene ripensata dalla testa ai piedi oppure continueremo a fare tutti i favori possibili a Renzi e al Pd».