Voto di scambio, il ddl è legge. Bagarre in aula. Forza Italia: «Per i grillini sarà un boomerang»

L’aula del Senato ha approvato in quarta lettura il ddl contro il voto di scambio politico-mafioso che ora diventa legge. È passato con 191 sì, 32 no e 18 astenuti. La nuova legge, che entra in vigore subito e quindi anche per le elezioni europee del prossimo 25 maggio, stabilisce che non servirà più necessariamente lo scambio di denaro per configurare il voto di scambio politico-mafioso ma anche altre “utilità” che presuppongono accordi del genere. Tra i punti modificati la riduzione delle pene dal minimo di sette al massimo di dodici anni di reclusione a quella del minimo di quattro al massimo di dieci anni. L’ok definitivo alla legge è stato però preceduto da un clima incandescente in aula. Protagonisti i parlamentari cinquestelle che hanno urlato contro i colleghi degli altri schieramenti. Più volte Piero Grasso ha invitato i grillini «a permettere ai colleghi di parlare liberamente». Dai banchi dei cinquestelle, ad un certo punto, sono state esposte fotografie di Berlusconi e Napolitano gridato verso il Pd “collusi, collusi!”. Poi hanno tirato fuori decine di cartelli con un fotomontaggio di Renzi e Berlusconi che indossano una coppola siciliana e la scritta “I padrini del voto di scambio”, mentre i colleghi del Pd hanno intonato in coro “buffoni, buffoni”. I grillini hanno seguito i lavori in piedi e scandito cori come: «Fuori la mafia dallo Stato!». Nonostante gli inviti a tacere e i richiami di Grasso, hanno continuato tutta la mattinata nel loro teatrino. Alla fine il presidente del Senato ha espulso dall’aula due senatori del M5S: prima Vincenzo Santangelo e a seguire Alberto Airola per aver disturbato animatamente i colleghi impegnati nelle dichiarazioni di voto. «Non accetto cori, né gazzarre – ha detto Grasso ai due senatori – Avete la possibilità di rientrare solo se vi scusate, l’ordine lo stabilisco io». In particolare Grasso, rivolgendosi a Santangelo che continuava a gridare, lo ha ammonito: «Senatore, se io le dico di tacere lei deve tacere». Un clima accesissimo che ha spinto nel corso della mattinata il presidente del Senato anche a sospendere la seduta. L’ostruzionismo dei cinquestelle non ha comunque impedito all’aula di approvare la legge. «Il M5S ha inscenato una gazzarra – ha commentato al “Secolo” il senatore di Forza Italia, Franco Cardiello, componente della commissione Giustizia – nel tentativo di fare uno spot elettorale, ma in effetti questo atteggiamento si tramuterà in un boomerang. Abbiamo approvato una norma contro il voto di scambio politico-mafioso immediatamente applicabile anche in vista delle prossime elezioni europee. Una norma, su cui si sono espressi, va ricordato, con favore il procuratore nazionale antimafia e tutti i magistrati». I grillini, ha aggiunto Cardiello, «hanno parlato strumentalmente contro la mafia ma, se non avessimo approvato il provvedimento sulla modifica del voto di scambio, avremmo fatto un favore alla criminalità. Il loro comportamento è, quindi, indegno e allo stesso tempo strumentale. Forza Italia, con senso di responsabilità, ha condiviso le modifiche apportate alla norma alla Camera ed ha votato sì sia in commissione che in aula per offrire agli inquirenti ed alla magistratura un nuovo efficace strumento di lotta alla criminalità organizzata».