Una sola “casa” per cristiani, musulmani ed ebrei: a Londra si costruirà la “chiesa” multi-religiosa

Tre architetti, tre religioni diverse, un unico spazio. È il progetto “VenerdìSabatoDomenica”, che quest’estate, con la posa della prima pietra, inizierà a prendere forma a Regent’s Park, nel cuore di Londra. Si tratta di un luogo di culto

dedicato alle tre religioni monoteiste: cristianesimo, ebraismo, islam. Il santuario, la cui idea è stata ispirata dalle aree di preghiera degli aeroporti, sommerà le caratteristiche principali delle chiese cristiane, delle moschee e delle sinagoghe: avrà un campanile e un minareto, sarà orientato verso la mecca, avrà le navate come una chiesa cristiana e presenterà anche le caratteristiche proprie dei tempi ebraici. I riti si alterneranno: per ogni religione si officeranno nel giorno consacrato. Da qui il nome “VenerdìSabatoDomenica”. Nelle intenzioni degli architetti, però, non si tratterà di un luogo a compartimenti stagni. Sono previsti, invece, spazi per l’incontro e il dialogo fra le comunità che si riconoscono nelle diverse fedi, con particolare attenzione ai più piccoli, ai quali potrebbe essere dedicata una sorta di scuola per favorire la conoscenza reciproca e la tolleranza. Il gruppo degli stessi architetti rappresenta in piccolo quello che a Regent’s Park si vorrebbe fare in grande: sono un cattolico, un ebreo e un musulmano, che si sono messi insieme senza cancellare e, anzi, esaltando le proprie identità. Ciascuno ha attinto alla propria religiosità e alla propria cultura per creare un luogo in cui le differenze convivono e si esaltano a vicenda invece di annullarsi. Non a caso, nell’ambito di un convegno sugli spazi multi-religiosi, organizzato dall’Università di Manchester nel 2012, il progetto fu spiegato in questi termini: «Non stiamo dicendo che tutte le religioni sono una cosa sola, o dovrebbero esserlo, né che dovrebbero vivere insieme e ignorare le differenze. La religione è una questione complessa e le differenti religioni si distinguono per credo e pratiche. Ma vediamo che, così come esiste una storia di conflitto tra le fedi, c’è anche una storia più grande di coesistenza e tolleranza, e che questa co-esistenza produce risultati».