Ucciso con un pugno a Pisa, si stringe il cerchio intorno ai balordi

Si stringe il cerchio intorno agli aggressori del cameriere bengalese Zakir Hossain, morto a seguito del pugno ricevuto nella notte da domenica e lunedì nel centro storico di Pisa. Nelle immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza urbana si vedono alcuni giovani che incontrano e salutano calorosamente il gruppo di amici che di lì a pochi minuti aggredirà Hossain. Questi ragazzi sono indicati da una serie di frecce rosse dalla polizia ed è a loro che la procura si rivolge direttamente: «Fatevi avanti – ha detto il pm, Giovanni Porpora – e aiutateci nelle indagini». Ma l’invito è rivolto anche a uno dei quattro ragazzi che fa parte del gruppo protagonista della scorribanda notturna: un giovane che indossa una tuta e un giubbotto rosso senza maniche e che durante l’aggressione a Hossain e il successivo parapiglia per liberarsi dai testimoni che volevano bloccare il colpevole, rimane del tutto estraneo ai fatti. «Vogliamo dire a lui e ai suoi familiari – ha spiegato il capo della squadra Mobile, Gonario Rainone – che se chiarisce la sua posizione alleggerisce significativamente le sue responsabilità». Infine, le immagini rivelano che tra il gruppo degli aggressori e gli altri vi è una conoscenza molto evidente, due giovani si abbracciano al momento dell’incontro (uno di loro è quello che guida la Ford Fusion grigia durante la fuga) e indossano abiti ben riconoscibili (uno ha un paio di pantaloni mimetici). Gli inquirenti li stanno cercando e le telecamere di sicurezza urbana dimostrano anche che l’auto degli amici è parcheggiata nella stessa piazza dove si trovava quella degli aggressori anche se loro se ne vanno pochi minuti prima che Hoassin venga colpito a morte.

Attestazioni di solidarietà alla comunità bengalese sono giunte da più parti. Una manifestazione di solidarietà è in programma per venerdì. «Tutta la città domani sarà con voi –  dice ai bengalesi il il sindaco di Pisa Marco Filippeschi – per chiedere giustizia e verità per Zakir, vittima di un atto di violenza assurdo che deve quanto prima avere una spiegazione e dei colpevoli». L’inquietante caso di violenza a Pisa è l’ulteriore riprova dell’emergenza sicurezza che riguarda le nostre città e che non risparmia più neanche la provincia. È un preoccupante segno di crisi e di imbarbarimento della vita sociale.