Toti: «La legislatura deve durare quanto serve al Paese, altrimenti c’è il voto»

La legislatura? «Speriamo che duri abbastanza per fare le riforme previste o poco per andare a votare presto»: così ha detto Giovanni Toti, capolista alle Europee nel Nord-Ovest per Forza Italia, arrivando a Milano all’incontro per la presentazione dei candidati. «La legislatura deve durare – ha aggiunto – quanto serve al Paese. Noi abbiamo sempre rispettato tutti i patti firmati da Berlusconi e non rispettare il patto sulle riforme da parte di Berlusconi è assurdo anche pensarlo. È dal ’94 che vuol fare le riforme, finalmente abbiamo trovato un interlocutore». E quindi, «se sono riforme che servono al Paese – ha rimarcato Toti – è dal ’94 che vogliamo farle e non perderemo l’occasione». Se invece sono solo “una medaglietta” da mostrare «e non servono al Paese, noi non ci siamo». D’altronde, finora l’unica volta che è stato modificato il patto del Nazareno «è perchè – ha ricordato Toti – lo ha chiesto Renzi». Forza Italia ha nel suo programma la riforma del Senato, anche se quella proposta «non ci è piaciuta. Si tratta di farla bene. Noi – ha proseguito – siamo disposti a fare tutto purché ci si trovi intorno ad un tavolo e si rispettino i patti». E se qualcuno ribalterà il tavolo «si assumerà la responsabilità. Nessuno credo lo voglia». Toti ha concluso di non credere «che si andrà ad elezioni anticipate ad ottobre», però «non abbiamo né frenesia né paura di andare al voto».
Anche Mariastella Gelmini, di Forza Italia, ha ribadito che «Berlusconi da sempre rispetta i patti ed è determinato a rispettare l’accordo con Renzi, peccato che quell’accordo di giorno in giorno viene continuamente messo in discussione. Se poi la maggioranza avrà i numeri senza Fi per fare le riforme, lo vedremo – ha aggiunto – Con l’Italicum così non è stato, perché senza i voti di Fi alla Camera la legge non sarebbe mai stata approvata».
Sull’altro fronte, quello del Pd, il vicesegretario Lorenzo Guerini in un’intervista al “Messaggero” ha cercato di gettare acqua sul fuoco e mostrato una certa disponibilità: «Con pazienza e determinazione siamo disposti a trovare le modalità per portare avanti le riforme. A noi interessa mantenere l’impianto base della riforma del Senato proposta dal governo che, del resto, è frutto di una mediazione con le forze dell’opposizione disponibili al confronto». Guerini ha ricordato «i quattro paletti di base» che non si toccano: «Senato non elettivo; superamento del bicameralismo; un Senato che non dà la fiducia al governo; nessuna indennità per i futuri senatori». Sul resto invece si possono «definire delle correzioni su alcuni punti specifici». Ad esempio, «una può essere la rappresentanza regionale». In secondo luogo si può «approfondire ancora di più il tema delle funzioni del Senato tenendo conto del dibattito emerso in commissione ed anche sul tema della composizione sia sul versante della rappresentanza regionale che su quello del numero dei rappresentanti della società civile nominati dal presidente della Repubblica».