Tempi duri per gli 007 occidentali: nel 2013 Mosca ha smascherato 300 spie straniere

Come ai tempi della guerra fredda, ma a parti invertite. James Bond stavolta è stato messo al tappeto dai russi. La notizia arriva da Mosca, dove Vladimir Putin mostrando i muscoli come ai tempi dell’Unione sovietica, ha elencato con dovizia di particolari il numero delle spie smascherate negli ultimi 12 mesi. «Nel 2013 in Russia è stata stroncata l’attività di 46 ufficiali di carriera di servizi segreti stranieri e di 258 agenti segreti», ha detto il presidente russo partecipando ad una riunione dei vertici dei servizi segreti. Putin, che in passato è stato un alto dirigente del Kgb, ha sfatato la macchietta disegnata addosso agli agenti sovietici in decenni di film e telefilm di Hollywood. Ricordate le missioni di 007? Nel film Dalla Russia con amore smascherava la spia sovietica perché «solo un russo ordinerebbe il vino rosso con il pesce!». Una scena che raffigurava l’agente occidentale capace di  farsi beffe degli ottusi agenti sovietici, senza neanche sgualcirsi la camicia. La cronaca recente racconta un’altra storia. Clamoroso il modo in cui, meno di un anno fa, i servizi segreti di Putin hanno smascerato Christopef Fogle, terzo segretario dell’ufficio politico dell’ambasciata americana a Mosca. Lo 007 Usa ha telefonato a un ufficiale dell’Fsb impegnato nella lotta al terrorismo nel Caucaso del nord proponendogli di collaborare. Dopo un primo rifiuto, Fogle avrebbe ritentato offrendogli, sempre al telefono, 100 mila euro. Quindi è scattata la trappola. All’appuntamento notturno, all’aperto, il diplomatico-spia si è presentato con un arsenale spionistico di maniera e fermato dall’autorità russe che lo hanno rispedito sul primo volo utile per Washington. Una figuraccia barbina, non l’ultima delle spie americane. Dietro le mosse a sorpresa della Crimea ci sarebbe, infatti, secondo la stampa di Washington, l’impossibilità di spiare Putin. Il presidente russo non fa uso né di telefono cellulare né di internet. Anche per questo le agenzie di intelligence Usa sono state prese alla sprovvista dall’invasione russa della Crimea. Tempi duri per James Bond e per i suoi colleghi dei servizi segreti americani.