Teatro: sabato a Lanciano “L’Uomo-Carbone”, dedicato alla tragedia di Marcinelle

L’8 agosto del 1956, fra le 7.30 e le 8.00 del mattino, un’esplosione devastò il pozzo n. 1 della miniera di carbone di Bois du Cazier, nella località di Marcinelle, vicino Charleroi, in Belgio. 262 dei 274 minatori presenti in quel momento persero la vita: 136 di essi erano italiani. Fra quei 136 italiani vi erano 61 minatori abruzzesi – provenienti in gran parte da Manoppello, San Valentino, Lettomanoppello e altri piccoli centri. La tragedia di Marcinelle, il peggiore disastro mai accaduto nelle miniere belghe, fu considerata anche il frutto di un accordo, detto ”Uomo-carbone”, con cui l’Italia si era impegnata nel 1946 a spingere in Belgio mille minatori a settimana ricevendo in cambio 200 chili di carbone al giorno per ogni emigrato. Italiani che, secondo lo stesso accordo, dovevano avere ”un’eta’ ancor giovane (35 anni al massimo) e un buono stato di salute”; per loro, un contratto di 12 mesi.

Sabato 26 aprile (ore 21) il Teatro Studio Lanciano manda in scena lo spettacolo intitolato appunto L’Uomo-Carbone, curato dal Teatro Sociale di Pescara. Un allestimento, giunto al secondo anno di repliche, che racconta la storia di due fratelli, Antonio e Sandro, partiti alla volta del Belgio, con in tasca la domanda di emigrazione e nel cuore tutti i sogni, le speranze, i rimpianti di due ragazzi qualunque. Nel pozzo numero uno, quella maledetta mattina dell’8 agosto del ’56, scopriranno che in realtà avevano imboccato la strada che li conduceva inesorabilmente verso il loro destino. Una storia dura e toccante, dai risvolti neorealistici, che qualcuno ha definito “verghiana”, i cui protagonisti non sono però delle trasposizioni sceniche del clichè del minatore o dell’emigrante, ma persone. Il nucleo centrale della storia de “L’Uomo-Carbone” si snoda attorno alla necessità di rivelare questa semplice, ma non trascurabile, incontrovertibile verità: i minatori di Marcinelle, prima che minatori, erano persone. Con le loro storie, le loro vite, i loro sentimenti, le loro speranze, le loro paure. E il loro destino. Autori: Michele Di Mauro, Federica Vicino. Regia: Federica Vicino. Attori: Michele Di Mauro, Davide Clivio. Davide Ferrone. Altri interpreti: Rita De Bonis, Lina Bartolozzi, Nicky De Chiara, Rossella Remigio, Carlo Elpidio. Lino Pisciella, Giorgia Starinieri, Irene Marchetta e Lorenzo Valori.