Sì definitivo al ddl Del Rio sulle Province. Forza Italia grida al golpe. I grillini votano contro

L’aula della Camera, con 260 sì, 158 no e 7 astenuti, ha approvato in via definitiva il ddl Delrio su città metropolitane, province, unioni e fusioni di comuni. Contro il ddl Delrio hanno votato Fi,M5S, lega, Sel e Fdi. Durante la votazione più volte il capogruppo di Fi Renato Brunetta ha urlato “Golpe! Questo è un golpe! Votiamo compatti no”. Dopo il voto, dai banchi del Pd si è levato un applauso. Le proposte di modifica presentate dalle opposizioni son state tutte respinte. Il testo era dunque identico a quello licenziato dal Senato, il 26 marzo scorso, su cui il governo aveva chiesto la fiducia.

Secondo il M5S il ddl non abolisce le Province che diventano organi non elettivi e moltiplica i centri di spesa creando nuovi enti come le Città metropolitane. Critica Forza Italia che con Maurizio Bianconi confuta il tweet entusiasta di Renzi (“Abbiamo mandato a casa 3000 amministratori”): “Con lo stesso provvedimento – dice Bianconi – sono stati ripristinati 26.000 consiglieri comunali e 4.000 assessori sui quali, vergognosi, tacciono i piddini in piena trance da ipocrisia politica”. Per il leghista Gianluca Pini Renzi ha fatto ciò che “fece Mussolini annullando i consigli provinciali democraticamente eletti dal popolo, dando tutti i poteri ai prefetti”. A nome di Fratelli d’Italia Edmondo Cirielli ha spiegato che “le province non saranno abrogate ma semplicemente sarà tolto potere ai cittadini di eleggere i presidenti ed i Consigli aumentando il potere della Casta e non ci saranno risparmi se non teorici ed improbabili”.

Con il ddl si modifica la struttura degli enti locali, in attesa della riforma del Titolo V della costituzione che modificherà nuovamente organi e funzioni. Nascono le città metropolitane e le aree vaste, ossia fusioni di comuni, a loro spetteranno i compiti oggi ricoperti dalle province.