Se un “Di Battista qualunque” chiama «criminale» il Cav e prova un senso di vomito…

Di Battista chi? Un deputato. Ma dai, un deputato? Sì, fa parte dei grillini. Quindi non è un personaggio di una fiction. Putroppo no, non lo è, siede davvero in Parlamento e ha addirittura una pagina su Wikipedia. Non è che abbia lasciato grandi tracce della sua attività politica, però cerca sempre di urlare e sgomitare, per conquistare uno spazio sui quotidiani. E fa a gara a chi la dice più grossa, con il tipo stile grillino. E chiaramente il bersaglio preferito è Berlusconi.  «Ho appena visto un video del Fatto.it  (anche la giornalista che lo chiama “presidente” sbaglia di grosso) in cui decine di carabinieri scortano Berlusconi che apre la campagna elettorale di Forza Italia a Milano. Mi viene da vomitare», ha scritto. Sì, proprio così, gli «viene da vomitare». Ma il peggio del suo ragionamento (o presunto tale) arriva subito dopo: «Sia ben chiaro, i carabinieri rispondono a degli ordini e il rispetto per l’Arma è totale ma i colletti bianchi del Viminale (a cominciare dall’indecente Alfano che candida il condannato Scopelliti alle europee) che continuano a fornire servizi del genere, pagati dallo Stato a un delinquente, un frodatore del fisco, un criminale sbattuto fuori dal Senato a calci nel culo, beh loro si dovrebbero vergognare. Oggi ero in Piazza a Montesilvano, non c’era un carabiniere. Per carità va bene così, loro devono stare dove serve, dove va tutelata la sicurezza dei cittadini. A noi ci proteggono gli italiani, il popolo ci fa da scorta, tuttavia è incredibile. Berlusconi, un detenuto (ai servizi sociali ma sempre di detenuto si tratta) parla ancora di riforme costituzionali, è protetto dalle forze dell’ordine a spese nostre ed è l’interlocutore privilegiato di Renzi. No, no. Mi raccomando rivotate questa gente!». Il bello è che lui, tal Di Battista, di cui nessuno ricorda neppure il viso, si paragona a Berlusconi, che da anni è una delle persone più famose al mondo, al di là di come lo si giudichi. Altrettanto ridicolo è che lui, tal Di Battista, dice di essere senza scorta e condanna la scorta di Berlusconi, come se il Cavaliere possa camminare per strada da solo, senza il rischio che qualche testa calda agisca (forse ha dimenticato la statuetta del Duomo che gli scagliarono in faccia o il treppiedi scaraventatogli addosso a Piazza Navona). Il paradosso è che lui, tal Di Battista, dica di provare un senso di vomito. Provi invece a chiedere agli altri cosa provano nel sentirlo parlare. Rimarrà a bocca aperta.