Roma, tunisino accusato di stupro si uccide gettandosi dalla finestra del commissariato

Un tunisino di 45 anni, H.G., che era stato arrestato dalla polizia per una violenza sessuale, si è suicidato lanciandosi da una finestra al terzo piano del commissariato Viminale, in via Farini, nel centro di Roma. L’uomo, con precedenti penali, era stato fermato poche ore prima. La violenza sessuale di cui era accusato, ai danni di una donna sua connazionale, era avvenuta in via Bissolati, sempre nel centro storico della Capitale. Secondo la ricostruzione degli investigatori, lo straniero, regolare sul territorio italiano ma con precedenti specifici, si trovava in una stanza del commissariato insieme a un agente e a un sottufficiale che stava preparando il verbale dell’arresto. Era ammanettato. A quanto si apprende, avrebbe distratto gli agenti chiedendo un bicchiere d’acqua e, quando si è accorto di non essere controllato, si è alzato in piedi, è uscito dalla stanza e correndo ha percorso alcuni metri di un corridoio fino a raggiungere la finestra che era chiusa da una persiana. Il tunisino non si è fermato, ha sfondato la persiana e si è gettato di sotto. Ovviamente il suicidio ricorda quello di Giuseppe Pinelli nella questura di Milano ma la dinamica appare comunque diversa.