“Roma in scena”, manifesto e cuore di un rinascimento che ha rivoluzionato la cultura

Roma in scena, una visione comunitaria per la cultura italiana. Il titolo del libro di Federico Mollicone è già un manifesto programmatico: il saggio dell’ex presidente della Commissione Cultura di Roma capitale (con un’introduzione di Michele Rak, uno dei massimi esperti europei di barocco, pubblicato da Palombi Editori), presentato al salone d’Onore del Museo di Roma a Palazzo Braschi, è una raccolta preziosa delle testimonianze dei protagonisti che in questi anni hanno contribuito alla valorizzazione del patrimonio artistico della Città eterna. L’elegante volume, con 115 testimonianze e 170 magnifici scatti fotografici, offre uno spaccato emozionante della scena culturale romana e italiana raccontando un nuovo rinascimento. Il saggio rimette la cultura al centro della visione della nazione attraverso una progettualità che ha rivoluzionato il palinsesto di Roma definendo i principi di mecenatismo e sussidiarietà tra pubblico-privato nelle attività di tutela e valorizzazione dei giacimenti culturali italiani. «Un atto d’amore verso Roma», l’ha definito l’autore, esperto di comunicazione integrata, che nel corso della straordinaria esperienza di governo della capitale, con un gioco di squadra, ha ridefinito l’agenda artistica della città. Nessun rimpianto. Nessuna autocelebrazione. Roma in scena è soprattutto una raccolta di «buone pratiche e proposte da declinare al futuro», la sintesi di una visione e il cuore di un manifesto della cultura in dieci punti. «Il libro – spiega Mollicone – non parla di passato e non celebra nessuna cronaca politica, è un percorso corale, dalla commedia dell’arte al carnevale romano, fatto di persone, un tentativo di riscostruire il mosaico della nostra storia e dell’identità italiana, è la vittoria di una  comunità nazionale». Stelle polari: l’educazione al rispetto della tradizione, al gusto del bello, l’investimento nei servizi culturali, la riscoperta e la promozione delle identità locali per trasformare Roma in un polo d’attrazione di respiro internazionale attraverso il coinvolgimento delle realtà culturali, delle associazioni e degli operatori (uno dei capitoli del volume è dedicato alla Casa della Romanità, sodalizio di 20 associazioni culturali creato su impulso di Mollicone). «Abbiamo impresso un cambiamento significativo rispetto al passato,  ricomponendo un tessuto culturale sfilacciato, dando prova di una gestione efficiente del patrimonio locale». Tra gli esempi più significativi la realizzazione di tre circuiti culturali (Roma in scena, Roma segreta, lo Sport nei Parchi) che hanno ampliato l’offerta culturale nella Capitale. La valorizzazione dell’arte equestre, la tradizione militare e quella buttera con la rinascita della commedia dell’arte e del Carnevale romano, dimenticato da più di 150 anni, che è diventato la più importante manifestazione internazionale di Roma Capitale. E ancora le grandi mostre di Leonardo, Michelangelo e Canova, importanti esposizioni di arte moderna e contemporanea, la lirica, il teatro, la danza. Alla presentazione del volume si sono alternati al microfono la curatrice Veronica D’Agostino e alcuni ospiti illustri di diverse provenienze e sensibilità per confrontarsi sui temi più caldi del dibattito culturale contemporaneo: da Giorgia Meloni a Pietro Folena, da Fabio Rampelli a Umberto Marroni, moderati dall’editorialista Giampaolo Rossi.