Roma città senza più regole: 15 rapine al giorno, omicidi e spaccio in aumento. Anche il Viminale è in allarme e prepara un piano-sicurezza

Da Città Eterna a capitale del crimine. Roma diventa sempre più violenta: quindici rapine in media al giorno tra supermercati e banche. Omicidi in crescita tra le gang che si contendono il territorio per lo spaccio di droga, usura e gioco d’azzardo. Già Roma si è piazzata al sesto posto tra quindici grandi aree metropolitane in quanto a reati denunciati (592) tra il 2007 e il 2010, prima di Catania e Palermo. Di «boom di rapine e reati sessuali» a Roma tra il primo luglio 2012 e il 30 giugno 2013, ha parlato la Corte d’Appello nella sua relazione annuale. Le prime sono state 5453, quindici al giorno, appunto. Le estorsioni sono lievitate da 692 a 822. Tanti i problemi aperti, anche nel centro storico. Agguati continui in strada, scippi, furti negli appartamenti: Roma non ha più regole. È una città allo sbaraglio quella che è stata fotografata dal Messaggero. Gli omicidi volontari sono saliti da 23 a 27. Alla vigilia di Pasqua Massimiliano Mattone con qualche precedente penale è stato ucciso da un carabiniere mentre tentava il colpo disperato a un portavalori al supermercato Pam dell’Aurelio. Far West all’Aurelio, l’hanno ribattezzato. A febbraio quando due colpi di pistola sparati a bruciapelo dai killer in motocicletta raggiungono alla testa Edoardo Di Ruzza, pusher di 22 anni, che camminava a Tor Vergata. Un mese dopo i sicari inseguono Giuliano Colella, vigilante di 37 anni, a bordo del suo Suv e lo freddano alla Borghesiana. A Tor Bella Monaca, Federico Caranzetti, 17 anni, viene ucciso il 6 gennaio; prima di lui era toccato a Maurizio Cordaro, ammazzato all’interno del Bubby Bar un anno fa. Una situazione drammatica che presto sarà affrontata in Campidoglio. «È l’ennesimo fallimento di Marino e della sua giunta – dice Fabrizio Ghera, capogruppo in Campidoglio di Fratelli d’Italia – Il messaggio di accoglienza indiscriminato lanciato in campagna elettorale e proseguito fino ad ora sta creando un esercito di disperati che finiscono con l’ingrossare le fila della criminalità. Proporremo iniziative nei municipi e in assemblea capitolina per sensibilizzare le forze politiche ad invertire la rotta. Ma bisogna dare una scossa anche al ministro dell’Interno Angelino Alfano». A sostenere che Roma è «diventata invivibile  e pericolosa» è stato anche il pm Luigi De Ficchy, procuratore di Tivoli, ex sostituto della Direzione nazionale antimafia e per anni pm della Capitale. In un’intervista al Messaggero ha spiegato qual è il nocciolo del problema: «Le forze dell’ordine non hanno più il controllo del territorio, né a Roma né in provincia. Le rapine in villa o negli appartamenti sono all’ordine del giorno e sono sempre più cruente.  Non tutte di interesse giornalistico, sui giornali finiscono soltanto quelle compiute ai danni di qualche vip. Invece l’allarme è crescente. Il problema sono le varie criminalità internazionali, si trovano insieme rumeni, italiani e albanesi. Il traffico di stupefacenti è in aumento, mentre è diminuita l’attenzione. Pensiamo ai quartieri Sud di Roma, dove gli spacciatori hanno anche le vedette. Sono loro a controllare il territorio non la polizia… Io partirei dal controllo del territorio che non esiste più… C’è una criminalità disposta a spostarsi, che non ha problemi a viaggiare da Napoli a Roma, o da Roma a Guidonia. Mentre le forze dell’ordine  non possono muoversi. Non hanno neppure i soldi per la benzina.  Dovremmo ridotare compagnie e disteretti». E infine: « C’è una permanenza stabile sul territorio di sette-otto gruppi di mafia, camorra ‘ndrangheta. A Ostia il problema  è serissimo». E il ministro dell’Interno Angelino Alfano (sempre  in un’intervista al Messaggero) scopre l’emergenza e annuncia un piano speciale per Roma su sicurezza e degrado urbano. «Dobbiamo ripulire la Capitale da spacciatori e delinquenti e basta con la piaga del commercio abusivo», «la città deve tornare ad essere pulita» perché quella che percepiscono i romani «è una deriva senza fine». «Così non si può andare avanti – ha spiegato Alfano – ed è il motivo per cui ho pronto un piano speciale per Roma contro lo spaccio, la prostituzione minorile, l’abusivismo commerciale e un intervento con restrizioni più precise per quel che riguarda l’uso del centro storico per le manifestazioni».