Riaperto in Polonia un museo su Giovanni Paolo II: fra i ricordi la pistola con cui Agca gli sparò

Dopo i lavori di ristrutturazione realizzati negli ultimi anni è stato riaperto in modo solenne dal cardinale di Cracovia Stanislaw Dziwisz e dal primo ministro polacco Donalt Tusk il museo di Papa Giovanni Paolo II che ha sede a Wadowice, nella casa dove lui nacque nel 1920. Alla cerimonia hanno assistito il nunzio apostolico in Polonia, monsignor Celestino Migliore, e il cardinale di Varsavia Kazimierz Nycz, presente anche il ministro della Cultura Bogdan Zdrojewski. Ha compiuto una visita a Wadowice anche il presidente polacco Bronislaw Komorowski che, come primo visitatore, è entrato nel nuovo museo. «Papa Wojtyla è il nostro maggiore eroe nazionale perché la sua è stata una grande vittoria compiuta senza combattimenti», ha detto il presidente del Consiglio dei Ministri che ha preso la parola dopo aver partecipato alla messa nella chiesa parrocchiale di Wadowice. Per il cardinale Dziwisz il museo di Wadowice «è come “una finestra aperta” che, avvicinando i visitatori alla figura del nuovo santo e attraverso lui a Cristo stesso, deve anche ricordare il servizio che Papa Wojtyla ha offerto durante la sua vita al mondo». L’ex segretario di Wojtyla ha ricordato che l’apertura avviene solo 17 giorni prima della canonizzazione dei Papi Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II in Vaticano. Fra i vari ricordi del pontificato di Giovanni Paolo II esposti nelle nuove più ampie sale vi è la pistola di Ali Agca, usata nell’attentato al Papa del 13 maggio 1981. Il museo è stato fondato trent’anni fa e inizialmente aveva sede solo nelle poche stanze occupate negli anni 1919-1938 dalla famiglia Wojtyla. Alcuni anni fa l’intero edificio è stato restituito agli eredi della famiglia di proprietari scomparsi durante la guerra. Poi il palazzo è stato comprato da un noto imprenditore polacco che lo ha donato alla Curia arcivescovile di Cracovia.