Renzi rinuncia alla Partita del Cuore e fa la vittima: che sofferenza, non giocare con Baggio e Batistuta…

La Partita del Cuore in diretta su Rai1 il 19 maggio, a sei giorni dalle europee, era diventato un match politico di prim’ordine. Per la partecipazione di Matteo Renzi come calciatore d’eccezione Beppe Grillo aveva evocato un clima da regime e Renato Brunetta aveva intimato un passo indietro al premier. E Renzi ha rinunciato alle polemiche e alla partita. Non sarà accanto ai big del calcio in beneficenza per Emergency. “Ho deciso di non giocare ma sono il presidente del Consiglio di un Paese che non merita polemiche così ridicole”, scrive su Facebook attaccando M5S che “non ha paura di me come calciatore ma di chi vuole cambiare l’Italia”. Renzi racconta su Facebook che l’idea di giocare la Partita del cuore a Firenze era nata l’anno scorso dopo la sua partecipazione all’evento allo Juventus stadium. Poi “qualche giorno fa mi chiama Gino Strada e mi chiede di rilanciare l’attenzione dei media, di aiutare anche nel mio nuovo ruolo, per fare della partita un’occasione di sostegno per Emergency. Lo faccio volentieri”. “E qui casca l’asino, anzi il grillo. Cinquestelle mi accusa di strumentalizzare il calcio in campagna elettorale, di volere la diretta tv per conquistare voti. I miei amici si domandano con la consueta gentilezza se mi hanno mai visto giocare per pensare che un mio assist sposti voti. Ma il punto non è questo. Il punto è – sottolinea Renzi – che grazie alla rabbia e alla paura dei grillini per la prima volta si sporca un evento come la partita del cuore che da anni unisce gli italiani”. “Strumentalizzare gli 80 euro, i segreti di stato, gli investimenti sulle scuole è polemica politica. Strumentalizzare la beneficenza no. Ho deciso allora di non giocare la partita. Anche se mi costa dal punto di vista personale perché siamo fatti di carne e giocare con Baggio, Batistuta e Antognoni per uno come me che ama il calcio (non ricambiato, lo so) era un piccolo sogno: inutile nascondersi, siamo uomini”, aggiunge. “Non hanno paura di me calciatore – conclude Renzi – Hanno paura di chi vuole cambiare l’Italia, restituire speranza, cambiare la protesta in proposta. Per questo tutti i giorni attaccano sul personale, sul pesante. Va bene, lasciamoli fare, mettiamo al sicuro ciò che non merita di essere sporcato. Io quest’anno non gioco. Ma chiedo comunque alla mia Firenze di rispondere alla grande…”.

Al di là del dispiacere del premier, tuttavia, la normativa sulla par condicio è chiara: durante la campagna elettorale la presenza di politici ed esponenti del governo è vietata in tutte le trasmissioni diverse da quelle di comunicazione politica e di informazione. Alla fine il gol l’ha messo a segno proprio Grillo. E al premier non resta che incassare…