Renzi abbraccia Cameron per avere i favori della City (e dei poteri forti)

Pare amore a prima vista quello tra il premier britannico David Cameron e il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi. «Sostengo l’impegno di Matteo – dice l’inquilino di Downing Street –  per le misure ambiziose  che sta portando avanti in Italia per la ripresa ed il lavoro». Renzi, alla sua prima visita di Stato in Gran Bretagna, ringrazia soddisfatto. Ma il suo pensiero corre alla City, là dove si muovono i grandi capitali che possono determinare la riuscita o meno di una premiership ambiziosa  come la sua. «Matteo Renzi – dice parlando di sé in terza persona –  non deve mandare alcun messaggio alla City di Londra ma semmai  prenderne uno: c’è infatti una grandissima attenzione verso il mercato italiano  e  negli ultimi giorni molti investitori hanno scommesso su di noi». Sono segnali positivi, ha sottolineato Renzi soddisfatto che anche i «media italiani se ne stiano accorgendo», anche se solo da poco. «C’è un grande, grande, grande interesse per l’Italia perché c’è la consapevolezza che non è un problema per l’Europa e perché le riforme danno il senso che il Paese vuole investire sul suo futuro e non solo pagare i debiti del passato». Per comprendere il senso di questo ottimismo renziano basta soltanto aver sfogliato i giornali italiani in questi giorni, dove si parla di un afflusso di capitali stranieri verso l’Italia per l’acquisto di aziende private e per il sostegno al programma di privatizzazioni che Padoan si appresta a varare. A quanto sembra, c’è un certo interesse dei poteri forti per Renzi. E al premier devono aver sicuramente fatto piacere le parole che gli ha riservato Francesco Garzarelli, uno degli economisti di Goldman Sachs, in una intervista rilasciata al Corriere della Sera. Garzarelli mette in relazione l’interesse degli investitori stranieri per il nostro Paese con il nuovo corso politico italiano. «Ciò che è mancato (all’Italia n.d.r.) – dice l’economista di Goldman Sachs – è stato il cambiamento, a differenza della Spagna in cui dopo il tracollo ci sono state le elezioni e un governo stabile che ha fatto le riforme attraendo gli investitori. Tutto ciò in Italia è mancato per le alternanze al governo e per le politiche scelte, che non hanno avuto prospettive a lungo termine. Ora invece con il governo Renzi si vede una maggiore stabilità politica. In più viene percepito come un “maverick”, un personaggio fuori dagli schemi che riesce a imprimere una svolta. E questo spinge il mercato a vedere in maniera più positiva».

In questo contesto, sono musica per le orecchie di Renzi le parole con cui Cameron spiega l’intesa tra lui e il premier italiano:  «Matteo ed io abbiamo divergenze, lui è di centro sinistra, io di centrodestra, ma entrambi siamo riformatori: vogliamo riformare l’Europa e conseguire che il Regno Unito rientri in un’Ue riformata. C’è un ottima alleanza in questa direzione». Renzi ricambia tanta attenzione dichiarando il suo appoggio all’azione in Europa di Cameron. «Sono assolutamente convito che sia cruciale la presenza Gb in Europa non solo per la Gran Bretagna ma anche per il futuro dell’Europa. È la sfida per i nostri figli». E poi non riesce a trattenere il suo entusiasmo: «Noi abbiamo in testa un codice del lavoro di 50-60 articoli, scritto anche in inglese per gli investitori, che dia regole e tempi certi». Non sappiamo se Goldman Sachs gli ha chiesto tanto. Ma sicuramente gradirà.