Renzi a “Porta a Porta”: il patto con Berlusconi regge, le riforme non salteranno

Il patto con Forza Italia regge. «Credo che Berlusconi ha tutto l’interesse nello stare nel pacchetto delle riforme». Il primo punto nell’agenda di Matteo Renzi sono sempre e comunque le riforme e il premier preme il tasto anche durante Porta a Porta, soffermandosi sulle parole di Silvio Berlusconi sulla riforme costituzionali. «Non sono preoccupato» da possibili rotture di Silvio Berlusconi. «Le riforme non saltano», risponde a Bruno Vespa. Non siamo al “ramoscello d’ulivo” al leader dell’opposizione, ma alla mano tesa sì, quando ribadisce che «dal punto di vista formale potremmo fare le riforme anche senza Forza Italia, ma sarebbe politicamente una sconfitta», ammette il premier rispondendo a Vespa e spiegando di non voler attuare il percorso delle riforme «a colpi di maggioranza». Il fatto che Berlusconi stia nel patto delle riforme «lo considero un valore non sui numeri», aggiunge Renzi.  Ha annunciato poi la data del voto sulla riforma del Senato: «Sarà il 10 giugno, basta rinvii»;  si è difeso sulla polemica della partita del cuore sfidando Grillo: «Poteva venire lui a giocare contro di me»; ha poi risposto a Berlusconi: «Mi ha definito simpatico uomo delle tasse, non so se sono simpatico ma sicuramente non metto nuove tasse». Di seguito non ha fatto mancare un’altra stoccata ai giudici: «La storia dell’Anm che toccare lo stipendio dei magistrati sia un attentato alla libertà e all’indipendenza della magistratura è offensiva per il decoro e dignità dei magistrati». Ma gli attacchi più pungenti li riserva a Grillo: «Chi usa la politica per fare polemica sulla beneficenza, mandiamoli a casa», esplode ritornando sul M5S per la mancata partecipazione alla Partita del cuore. «È stata una polemica insopportabile, ma se mi fossi impuntato avrei strumentalizzato la beneficenza come fanno loro. Il fatto è che io quel lunedì sarò in Tv lo stesso a parlare di politica. Mi spiace per Emergency, in tutto il mondo nessuno fa polemica sulla beneficenza». «Grillo», ha aggiunto, «non ha a cuore il bene dell’Italia, ma solo il suo spettacolo». Vuole che l’Italia «vada male. Il voto al M5S alle Europee, è come un urlo, poi cosa hai risolto?», afferma, ribadendo che se cambiare le cose non dovessere essere un terreno praticabile, «io non ci sto a tutti i costi. Io ci sto se posso cambiare le cose. Se vogliono qualcuno che le cose le abbuia, prendano un altro. Io ci sto se posso fare le cose che voglio fare».