Povero “made in Italy”, i cinesi hanno copiato anche la nostra amata “500”…

Uno dei punti forti dell’industria cinese (così come lo era stato in passato per quella giapponese) è stato per molti anni quello di saper clonare i prodotti occidentali traendone i migliori valori e adattandoli alle loro grandi capacità produttive e di contenimento dei costi. Un “vizietto” tornato alla ribalta al Salone dell’auto di Pechino che ha appena aperto i battenti, dove il “clone” più fotografato è stato la Fiat 500L, alias Lifan 330. Un’auto che sembra la “gemella” nel frontale rispetto alla vera Fiat e che è stata realizzata dalla Lifan Motors. Già nel 2003 la Lifan Motors, azienda automobilistica e motociclistica a capitale privato con sede a Chongqing, aveva dimostrato una particolare abilità nel “copia e incolla” presentando la berlina compatta 320, praticamente ricalcata dal disegno della Mini con la sola aggiunta delle due porte posteriori. Ed ora è toccato alla Fiat 500L. Il risultato, come riporta il sito carnewschina.com, è sorprendente, con un look che unisce il muso della vettura italiana (una sola differenza è nell’ampiezza della presa d’aria) con la fiancata e la coda d’intonazione british, il tutto ad un prezzo che per i clienti cinesi varia tra il corrispettivo di 4.226 e 6.356 euro. La Lifan 330 utilizza un motore 1.3 a benzina da 90 Cv di tecnologia Toyota. Un altro clone messo in mostra a Pechino è la BJ8o concept, costruita dalla Beijng Auto, che sembra la fotocopia della Classe G della Mercedes. Al Salone di Shanghai dello scorso anno invece a fare notizia era stata la Changan che aveva svelato con grande enfasi il suo suv CS75, perfetto clone ottenuto mescolando le linee della Bmw X5 con quella della Range Rover Evoque. Il successo di questa tipologia di auto, destinate esclusivamente al mercato interno, è legato al loro basso prezzo: la finta Fiat 500L è infatti proposta al corrispettivo di poco più di 4.200 euro, mentre la finta Range Rover Evoque ne costa meno di 20.000. Soluzioni accessibili a molti per “apparire”, che è uno dei must per il pubblico cinese. Poco importa se le auto sono potenti, scattanti o ecologiche, ciò che conta è l’immagine dell’auto che si pilota o che si possiede. Fa nulla se è copiata.