Per Renzi settimana di fuoco tra nomine “pesanti” e il promesso taglio dell’Irpef

Settimana cruciale per il governo, tra nomine e riforme, passaggi che consentiranno a Renzi di testare ancora una volta come viene recepita la sua linea politica sia all’interno che all’esterno del Partito democratico. Una linea che comunque il premier conferma senza immaginare “scarrocci” di alcun tipo: i cambiamenti sono necessari per il Paese. Un punto che intende mantenere non solo ribadendo le riforme, da quelle istituzionali a quelle burocratiche, proposte dal governo ma rilanciando anche sulla modifica dei regolamenti delle Camere per dare più continuità all’iter parlamentare dei decreti e dei disegni di legge. Parola d’ordine per il premier è snellire, semplificare e velocizzare. Su questo il suo governo si gioca molto se non tutto, su questo Renzi non molla fissando anche i paletti per la delicata partita delle nomine ai vertici delle aziende pubbliche. Niente conferme per chi ha superato i tre mandati, impegno a dare spazio alle quote rosa. E con questo obiettivo, i contatti con il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, sono stati intensi. Insieme alla partita riforme, che si gioca intorno a un complesso braccio di ferro con la minoranza Dem e con Forza Italia, il “rottamatore” si è impegnato a chiudere la questione del taglio dell’Irpef indicando l’antivigilia di Pasqua come scadenza per il decreto che dovrebbe far entrare nelle tasche di alcune fasce di lavoratori dipendenti 80 euro al mese.

La ‘short list’ del Tesoro con i nomi almeno dei vertici di Eni e Finmeccanica dovrebbe arrivare oggi, e qualche tassello nella complessa partita inizia a definirsi. Per la guida di Enel è sempre più in pole position Francesco Starace, attualmente ad della controllata ‘verde’ Green Power, mentre appare quasi scontata la promozione di Claudio Descalzi dalla poltrona di direttore generale a quella di amministratore di Eni. L’attesa per conoscere tutti i nomi dei nuovi ‘capi’ dei maggiori gruppi pubblici potrebbe però essere anche più lunga. Se oggi la scadenza obbligatoria è per Eni e Finmeccanica, per Enel e Terna, ad esempio, c’è più tempo, dal momento che le convocazioni per gli azionisti sono fissate al 22 e al 27 maggio. C’è da procedere anche al rinnovo per Poste. La novità è anche ‘rosa’, visto che Renzi di questo punto ne fa una questione di principio: si punterebbe quindi a mettere al vertice di almeno due società esponenti femminili. Anche in posizione ‘operativa’, cioè nel ruolo di amministratore delegato. Già circolati i nomi dell’ex ministro Paola Severino ed Emma Marcegaglia, industriale ed ex numero uno di Confindustria. Circola anche il nome dell’attuale numero uno di Olivetti, Patrizia Grieco, indicata alla presidenza di Enel al posto di Paolo Colombo.