«Parà russi hanno già invaso l’Est». Putin alla Merkel: Ucraina sull’orlo della guerra civile

Il vicepremier ucraino Vitali Iarema, responsabile delle forze dell’ordine, ha denunciato la presenza a Sloviansk e Kramatorsk, nella regione ucraina orientale di Donetsk, di paracadutisti del 45/mo reggimento delle truppe aviotrasportate russe di stanza vicino a Mosca. «Quindi tutte le parole di Putin e di Lavrov sull’assenza di truppe russe lì sono tutte bugie», ha commentato, citato dall’agenzia ucraina Unian. Blindati ucraini sono intanto comparsi nelle strade di Kramatorsk, nella regione orientale ucraina di Donetsk, secondo quanto scrive il giornale locale on line “Novosti Kramatorska” (Le notizie di Kramatorsk). Alcuni abitanti hanno tentato di ostacolare il passaggio dei mezzi che hanno a bordo circa 300 militari ucraini. A Kramatorsk i filorussi mantengono il controllo del municipio, del commissariato e della sede locale dei servizi segreti. Nel frattempo il capo della diplomazia russa Serghiei Lavrov ha confermato che l’incontro di giovedì a Ginevra tra Usa, Russia, Ue e Ucraina resta in agenda ma ha ammonito che qualsiasi uso della forza contro i filorussi deve cessare, secondo quanto riferito dall’agenzia Itar-Tass. Ma la Russia insiste: l’Ucraina è «sull’orlo della guerra civile». Lo ha ribadito Vladimir Putin nella telefonata avuta martedì sera con Angela Merkel. Putin – precisa il Cremlino – «ha rimarcato che la brutale escalation del conflitto», imputata al blitz militare di Kiev nell’Est russofono, «ha portato il Paese sull’orlo della guerra civile». Putin ha comunque convenuto con la cancelliera tedesca (in vacanza in questi giorni a Ischia) nel «sottolineare l’importanza» dell’incontro a 4 Russia-Usa-Ue-Ucraina in programma a Ginevra giovedì. Iniziativa che il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov aveva messo in dubbio dopo le prime notizie sull’azione militare di Kiev nell’est, ma da cui Mosca non si è poi ritirata. Il presidente russo ha denunciato d’altro canto «il ricorso incostituzionale alla forza contro le manifestazioni pacifiche» dei russofoni da parte delle autorità salite al potere a Kiev sull’onda della recente rivolta di Maidan, prosegue il Cremlino, aggiungendo che, nel colloquio con la Merkel, Putin ha parlato anche della necessità di stabilizzare l’economia ucraina e della continuità delle forniture di gas russo all’Europa. Toni analoghi in una successiva conversazione con il premier israeliano Benyamin Netanyahu, nella quale il presidente russo è tornato a definire “inaccettabile” l’uso della forza contro le proteste in Ucraina sud-orientale e «ha messo l’accento sul fatto che questa escalation brutale è il frutto delle politiche irresponsabili di Kiev, che ha ignorato diritti e interessi legali degli abitanti russofoni del Paese».