«Papà, lo sai che posso diventare femmina?»: scoppia la polemica sui “corsi gay” a scuola

«Che schifo, abbiamo toccato il fondo, ora si utilizzano i bambini, la loro ingenuità, per indottrinarli politicamente. La sinistra sta rovinando tutto». Scuote la testa, un uomo sui quarantacinque anni, occhiali da sole, jeans e maglietta scura. Ha appena saputo la notizia, quel che è accaduto in una scuola elementare in provincia di Vicenza, sempre a causa di quei corsi che dovrebbero abituare alla diversità ma che si rivelano solo una propaganda gay tra i minori. La notizia è rimbalzata sul web, con le parole di un genitore particolarmente arrabbiato: «Quando è tornato a casa mio figlio mi ha detto: “papà, a scuola ci hanno spiegato che si può cambiare sesso. Da maschio a femmina e da femmina a maschio”. E visto che è in quinta elementare, non è proprio il massimo sentire queste parole». Il bambino frequenta la scuola primaria “Villaggio Giardino” di Arzignano, nel Vicentino, ed era presente al corso di affettività, la nuova moda esplosa alle elementari, un indotrinamento assurdo vista l’età di chi ascolta. Molti genitori sono andati su tutte le furie: «Tornato a casa mio figlio ha detto: oggi hanno spiegato come cambiare sesso», ha detto il papà di un bimbo di quinta. «Le maestre non c’entrano, per spiegare cosa sono i transgender è stata chiamata una psicologa. Per un bambino di quell’età non lo ritengo propriamente educativo, e comunque non capisco cosa interessi. Con i bimbi ci vuole molto tatto. Si cammina sul filo del rasoio». Sembra che sia stato raccontato che «anche i galli possono fare le uova e non solo le galline». I dirigenti della scuola rigettano le accuse parlando di allarmismo e di provvedimenti per tutelare l’onorabilità. In fin dei conti, per evitare scandali e polemiche, basterebbe non fare questi corsi di affettività. E tornare a raccontare le favole che hanno fatto sognare i bambini per decenni, evitando quelle dei pinguini gay o del risveglio di Biancaneve che bacia una principessa e non un principe. E soprattutto allontanare le influenze nefaste della “sinistra scolastica”.