Pakistan: l’ex presidente Musharraf sfugge a un attentato dinamitardo

L’ex presidente del Pakistan, Pervez Musharraf, accusato di alto tradimento da un tribunale speciale del Paese, è sfuggito a un attentato a Islamabad: una bomba nascosta in una tubatura dell’acqua sotto a un ponte è esplosa circa 20 minuti prima del suo passaggio in auto mentre si dirigeva verso la sua villa. Lo riferisce la polizia. «Una bomba di quattro chilogrammi nascosta in una conduttura sotto un ponte è esplosa una ventina di minuti prima del previsto passaggio del convoglio dell’ex presidente», ha detto Liaqat Niazi, un funzionario della polizia di Islamabad. L’incidente è avvenuto intorno alle 2 (circa la mezzanotte in Italia). L’ex leader militare aveva appena lasciato un ospedale miliare di Rawalpindi, dove ha trascorso gli ultimi tre mesi sotto osservazione per problemi cardiaci, e si stava dirigendo verso la sua sontuosa villa di Chak Shahzad, in sobborgo della capitale. «Nessuno è rimasto ferito nell’esplosione», ha detto un portavoce della polizia, Muhammad Naeem, aggiungendo che Musharraf era il presunto bersaglio di questo attacco. Subito dopo l’esplosione le autorità hanno deviato il percorso del convoglio dell’ex presidente. Lunedì scorso Musharraf è stato incriminato per «alto tradimento» per violazione dell’articolo sei della Costituzione pachistana, che prevede questo reato per coloro che cercano di abrogare la carta costituzionale con la forza o con altri metodi anticostituzionali. Il 70enne ex dittatore è accusato di aver violato la Costituzione quando nel 2007 impose le leggi di emergenza ed esautorò i giudici della Corte Suprema. In seguito a questa incriminazione il ministero degli Interni pachistano ha respinto la richiesta di espatrio avanzata dall’ex presidente. Musharraf si era rivolto al tribunale speciale per l’autorizzazione, ma i giudici non si sono pronunciati in quanto la decisione di restringere i movimenti degli imputati é di competenza del ministero degli Interni che mercoledì mattina ha pronunciato il suo no. Il nome di Musharraf, dunque, rimane sulla «exit control list», ovvero sulla lista nera delle persone che non possono lasciare il Paese.