Padoan conferma lo slittamento del pareggio di bilancio. E gela il premier: ripresa ancora fragile

La pezza del giorno dopo è peggiore del buco. All’indomani dello scivolone della lettera all’Ue sullo slittamento del pareggio di bilancio al 2016 che in un primo tempo Bruxelles dice di non aver mai ricevuto (salvo poi far rientrare l’incidente), il serioso ministro Padoan cerca di minimizzare e guardare avanti. «È stata una tempesta in un bicchier d’acqua», dice ai cronisti entrando in Aula al Senato, dove è previsto lo scoglio della votazione sul Def 2014. Dopo una giornata di polemiche e scontri alla Camera con Forza Italia che ha minacciato l’ostruzionismo, mercoledì sera infatti il Tesoro è stato costretto a mettere on line il confuso e imbarazzato carteggio Roma-Bruxelles. Ma il nodo del pareggio di bilancio resta, come pure le nuvole grigie sulla ripresa economica. Il miraggio del pareggio (che il fiscal compact ci chiede per il 2015) sarebbe «conseguito nel 2016 e sarebbe mantenuto fino al 2018», spiega il titolare dell’Economia annunciando un piano di rientro «per raggiungere pienamente l’obiettivo di medio periodo nel 2016». Il rinvio – ha illustrato ai senatori – serve a favorire il pagamento dei debiti pregressi della pubblica amministrazione per il quale il governo ha intenzione di avvalersi della «procedura eccezionale» che prevede il voto di una relazione relativa a maggioranza assoluta dei componenti di Palazzo Madama. La legge, infatti, prevede che il governo, qualora intenda indispensabile discostarsi dagli obiettivi programmatici, sentita la Commissione europea, presenti al Parlamento una relazione e una specifica richiesta di autorizzazione in cui siano indicate l’entità e la durata dello scostamento, aggiungendo un piano di rientro (la deliberazione di ciascuna Camera deve essere votata a maggioranza assoluta). A freddare l’entusiasmo di Renzi, in una giornata molto complicata in vista del Consiglio dei ministri di venerdì, arriva poi la fotografia sulle prospettive economiche. Aprendo il dibattito in Aula sul Def, infatti, il titolare del Tesoro ha parlato di tiepidi segnali di ripresa. «Nonostante i segnali di ripresa dell’anno in corso, anche nel 2014 il gap rimarrà particolarmente negativo, la ripresa economica ancora fragile e la situazione del mercato del lavoro rimane ancora difficile».