Ottanta euro per fare la spesa in due settimane? Solo la Picierno ci riesce…

A disperarsi non sono state solo le casalinghe: si sono indignati i padri di famiglia che non riescono ad arrivare a fine mese. I pensionati costretti a ripiegare sulle uova come sostituto dei ben più dispendiosi prosciutti, formaggi e carni varie. Si sono rivoltati persino i single che a casa (e non al ristorante della Camera dei deputati) pranzano e cenano abitualmente. Tutti perfettamente al corrente dei costi di una spesa settimanale, ancorché abituati ormai da anni di recessione a tagliare, sostituire, rinunciare. La protesta, allora, impazza sul web, e va a criticare e a destituire concretamente di fondamento la sfortunata uscita della capolista del Pd alle prossime elezioni europee, nella circoscrizione Sud, Pina Picierno. La quale, intervistata da Corriere della Sera e Repubblica, a proposito del bonus da 80 euro voluto dal governo Renzi, ha dichiarato: «Io, che vivo sola, con 80 euro faccio la spesa per due settimane». Un commento assolutamente fuori dalla realtà, che l’ha immediatamente eletta bersaglio preferito delle ironie e delle polemiche della rete, dove la deputata è stata letteralmente bersagliata da tweet e post su Facebook che la invocano, indifferentemente, come ministro dell’Economia al posto di Padoan, o alla cassa di un supermercato, tanto per farsi un po’ l’idea dei prezzi correnti dei vari generi alimentari. Un attacco mediatico di una certa rivelanza, che ha costretto la Picierno a un tempestivo errata corrige, e lo stesso premier a una istituzionale rettifica: «Pina è stata brava a dimostrare, con un’operazione comunicativa, di poter fare la spesa per due settimane con 80 euro», ha dichiarato Renzi, salvo poi aggiungere che «lei vive da sola: ma una famiglia intera non ci fa la spesa».
«Quella di essere scollegati dalla realtà è una nota caratteristica degli esponenti del Pd», commenta allora Sonia Cascioli, candidata per Fratelli d’Italia-An nel collegio Italia Centrale, da noi interprellata sulla questione. «Quella della deputata Picierno è un’affermazione incommentabile. Ma poi – continua la Cascioli – partendo proprio da questa mossa tipicamente di sinistra di dare dei soldi con una mano, e con l’altra riprenderseli indietro con una tassazione sfrenata, viene da chiedersi: perché non riservare un aiuto economico a chi sta peggio, ossia i disoccupati, i precari, rispetto a un lavoratore dipendente che, per quanto in difficoltà, ha comunque una base economica certa a cui far riferimento? Che poi la questione del bonus – prosegue la Cascioli – è stata archiettata ad arte dal premier non è altro che una scientifica operazione di marketing politico finalizzata a qualche tornaconto per le prossime elezioni europee. Renzi, cioè, con la mossa degli 80 euro in busta paga, punta al consenso elettorale che non ha avuto fin qui, dal momento che siede “abusivamente” sullo scranno più altro del parlamento, dove è arrivato solo in base a una manovra di Palazzo, sostenuta dalla segreteria del suo partito».
E demagogia è la parola chiave che ruota intorno alla vicenda anche per la deputata azzurra Debora Bergamini, responsabile della comunicazione di Forza Italia, giornalista che nel suo curriculum vanta peraltro anche una nutrita esperienza nell’area “Marketing strategico e Business”. La Bergamin, da noi contatta, si dice di essere «senza parole» per le affermazioni della deputata democrat e per il modo in cui sono state sostenute. «Non solo lascia esterrefatti pensare che con 80 euro possa sostentarsi per 15 giorni una famiglia, quando neppure un piccolo nucleo composto di tre persone ce la farebbe; ma indigna oltremodo l’uso strumentale dell’argomento bonus. Noi politici – ha concluso Deborah Bergamin – dovremmo fare davvero più attenzione a non scivolare platealmente nella demagogia, e magari andare più spesso a fare la spesa al supermercato, lasciando le polemiche sugli scontrini ai cinque stelle, che in materia di recriminazione plateale hanno un’esperienza più lunga e accreditata».