Non è mai troppo tardi: si è sposato Cirino Pomicino (a soli 74 anni…)

Non solo la politica, nel cuore, come recita il titolo di un suo libro. Anche Lucia Marotta, la bellissima donna fidanzata da 13 anni con Paolo Cirino Pomicino. L’ex democristiano doc ha finalmente deciso di sposarla, e la cerimonia è avvenuta in… Campidoglio, officiata dal primo cittadino della capitale Ignazio Marino.

Ma perché il navigato politico avrà scelto proprio Marino per le sue nozze? Perché è un collega medico? E perché ha scelto di sposarsi a Roma, quando sia lui sia la moglie – a giudicare almeno dal cognome – sono due partenopei doc? Certo, Cirino Pomicino ha passato la maggior parte della sua vita a Roma, deputato per sei legislature, nonché due volte ministro, anzi, superministro, come si definisce lui. E poi a Roma c’era Lui, il Divo, Giulio Andreotti, a cui Pomicino era legatissimo, sia politicamente sia umanamente. Oltre che medico e politico, l’ex superministro è stato per anni collaboratore come notista politico di quotidiani come il Giornale e Libero, con lo pseudonimo di Geronimo, che però era una specie di segreto di Pulcinella, perché lo sapevano tutti che era lui. Però Napoli si sarà offesa, perché molti lo definirono “il padrone” della città del Vesuvio per almeno dieci anni, insieme con altri suoi colleghi dell’epoca. E poi al porto turistico c’è – o c’era – la sua bellissima e costosa barca… Ma niente, si è voluto sposare a Roma, e si è fatto sposare proprio da uno che sicuramente non leggeva i giornali sui quali lui scriveva: Marino, infatti, contrariamente al Cirino Pomicino dell’epoca, è molto fazioso (politicamente). Invece l’ex Dc “sapeva campà”, come dicono dalle sue antiche parti, tanto è vero che quando decise di tornare in politica, dopo molti anni dalla sua uscita di scena, fu eletto con il solito scatafascio di voti, segno che ancora “contava” ed era stimato. Per chi non se lo ricorda, fu eletto in Europra con l’Udeur di Clamente Mastella. Cirino Pomicino subì, dopo Tangentopoli, ben 42 processi ma due sole condanne. Pochi anni fa, inoltre, ha chiesto e ottenuto la riabilitazione. Tre i suoi libri: Strettamente riservato. Le memorie di un superministro della prima Repubblica, Dietro le quinte. La crisi della politca nella Seconda Repubblica e La politica nel cuore, tutti firmati col nome dell’imprendibile capo Apache. Ma veniamo ai fatti più recenti: in Campidoglio sembrava essere tornata la Prima Repubblica, infatti testimone per lo sposo era un’altra vecchia conoscenza della vecchia politica, l’ex ministro degli Esteri socialista Gianni De Michelis, che peraltro appare in perfetta forma. La cerimonia si è svolta a Palazzo Senatorio, nella Sala dell’Arazzo. All’uscita del Campidoglio i due sposi sono stati accolti da parenti e amici con lancio di riso a forma di cuore e petali di fiori. Lucia Marotta, in abito chiaro scollato e poco sotto il ginocchio, aveva in mano un bouquet di fiori bianchi e peperoncini. Lo sposo era in completo scuro. Malgrado l’officiante, tanti auguri alla coppia…