Nel 2014 c’è chi ancora inneggia a Piazzale Loreto e ai corpi straziati di Mussolini e Claretta

Una ferita che non si rimargina, nonostante siano passati decenni. Una ferita che brucia e si pone ancora una volta come un ostacolo a qualsiasi processo di pacificazione nazionale. Quelle immagini di Piazzale Loreto, crude, violente, «inaccettabili» – come tutti, anche a sinistra, le hanno apostrofate – andrebbero ricordare come uno dei più grandi errori storici, errori che nessuno dovrebbe ripetere, al di là delle posizioni politiche. La foto in bianco e nero dei corpi martoriati, appesi, lasciati alla ferocia collettiva, dovrebbero far riflettere. E invece c’è ancora un estremismo malato di ideologia che le considera sacrosante, tanto da farne uso propagandistico e provocatorio. A Milano i corpi straziati di Benito Mussolini e di Claretta Petacci a Piazzale Loreto sono stati affissi su un muro di cinta della stazione delle Ferrovie Nord nel quartiere Quarto Oggiaro a Milano. Notati da un ferroviere che stava andando al lavoro, sono stati rimossi dalla polizia. Sui manifesti di CasaPound sono stati incollate ancora le foto di Piazzale Loreto con la scritta «Alcuni italiani si appendono», in antitesi allo slogan «Alcuni italiani non si arrendono».

Un fatto, quello di Milano, che fa pandant con quanto successo a Padova, dove è scoppiato il caos per una foto pubblicata su Facebook che ritrae don Federico Lauretta, parroco di Santa Giustina, intento a festeggiare il lunedì dell’Angelo assieme a un amico che indossa un grembiule con l’immagine di Mussolini, uno di quei grembiuli che vengono venduti in qualsiasi mercatino rionale da sempre, senza che mai ci sia stata la minima polemica. In  questo caso è l’Anpi che ha scatenato lo “scandalo”. Secondo Floriana Rizzetto, presidente provinciale dell’Associazione di partigiani italiani, «la foto dimostra una volta di più come oggi si sia nel regno della superficialità e dell’incultura. Addolora che a farsi ritrarre a fianco di un nostalgico del ventennio nel giardino del complesso monastico sia un frate benedettino». Tra le immagini che inneggiano a Piazzale Loreto e le polemiche sull’amico del parroco, sembra essere tornati al dopoguerra. Il che non fa bene a nessuno. Soprattutto agli italiani.