Né Alba Dorata né M5S, Marine Le Pen parla ai «patrioti». Ma in Italia c’è chi finge di non capirlo

Due soli dati li accomunano: un successo elettorale che ha spiazzato un po’ tutti, non tanto perché inatteso quanto perché ha messo in discussione gli assetti consolidati dei rispettivi Paesi, e una impostazione fortemente critica nei confronti dell’Europa dei burocrati. Per il resto, tra il Movimento 5 stelle, Alba Dorata e il Front national di Marine Le Pen esistono impostazioni molto distanti. Eppure la leader della destra francese, quando si trova alle prese con gli osservatori italiani, si ritrova accostata ora all’uno ora all’altro movimento. Nonostante abbia preso ripetutamente le distanze da entrambi. Perché? Un po’ lo fanno le semplificazioni, ma non è da escludere che un ruolo lo abbia una campagna per le europee in cui il tema della sovranità nazionale è centrale, ma non per tutti. Evidentemente un ruolo lo giocano i timori di quei partiti incapaci di prendere le distanze da Bruxelles. In visita alla sede del Pd di New York Walter Veltroni ha spiegato che l’allarme sullo stato della democrazia, che c’è in alcune realtà europee, non è abbastanza forte, ma che in Italia si può stare più tranquilli perché «non si può paragonare il Movimento 5 Stelle ad altri movimenti euro-scettici come quello di Marine Le Pen in Francia. Non lo è per la sua costituzione materiale e per il modo in cui si è formato, anche se moltissime delle posizioni che Grillo esprime sono contrastabili e da me non condivise. Tuttavia – ha concluso l’ex sindaco di Roma – non si può sostenere che il suo movimento sia la stessa cosa di quello di Le Pen o Alba Dorata». Dunque, la Le Pen come Alba Dorata, sebbene siano mesi che la leader del Fn va ripetendo che un sodalizio con Alba Dorata «non è mai stato in discussione» o che «Alba Dorata è neonazista – come ha detto in un’intervista al Messaggero di qualche tempo fa – e non ha niente a che vedere con il Front national». Possibile che Veltroni non se ne sia accorto? Per la verità appare molto difficile e spinge a chiedersi come mai possa essere incorso in un errore tanto grossolano. La stessa domanda l’ha suscitata un passaggio dell’intervista alla Le Pen nel corso di Otto e mezzo dell’altra sera. Alla leader della destra francese sono stati chiesti chiarimenti sul rifiuto di Grillo a stringere un’alleanza, come fosse un’amante delusa dopo che era stata carica di aspettative. «Il signor Grillo manca di coerenza nel progetto che propone, si compiace di adottare un comportamento contestatore, scapestrato, senza offrire agli italiani un progetto coerente, ben concepito e approfondito», ha risposto tra l’altro la Le Pen, rimarcando le distanze dai Cinquestelle e chiarendo che il suo movimento è altro e guarda ad altro. «Io so che il futuro è dei patrioti», ha detto la Le Pen con una frase che potrebbe spiegare i tentativi di delegittimazione cui è sottoposta in Italia. Il paragone con Alba Dorata e l’idea che sia stata rifiutata da Grillo contribuiscono ad alimentare l’idea di un movimento “impresentabile”, che per estensione finisce per toccare anche i partiti italiani che le si sono accostati. Non solo la Lega, con cui è stata suggellata un’alleanza elettorale, ma anche la destra nazionale e sovranista che ha trovato punti di contatto con il programma della leader francese in vista della costruzione di una nuova Europa che inizi davvero a essere espressione dei popoli.