Minacce allo studente che ha promosso un convegno sulle foibe: «Lì c’è posto per te»

«Nelle foibe c’è ancora posto per te»: questa frase macabra fa da cornice a un’episodio di ordinaria intolleranza che ha colpito uno studente dell’ultimo anno di liceo scientifico della provincia di Milano, “reo” di di avere promosso un convegno sulle foibe. A dimostrazione che la guerra civile, di questi tempi, a Milano per alcuni non è ancora finita, l’iniziativa a febbraio è stata bocciata – con il voto contrario di ben 48 studenti – ed è naufragate nelle minacce a Giuliano Polito, il giovane consigliere della Consulta provinciale degli studenti di Milano, che ci racconta amareggiato come l’assordante silenzio delle istituzioni scolastiche e territoriali sull’episodio sia la dimostrazione di un clima pesante, «da Anni Settanta» , di un clima di odio ideologico che lascia esterrefatti a 70 anni dal triste destino di tanti italiani infoibati ed esuli. «Sono stato minacciato su Fb e non solo per avere tentato di farmi paladino di una verità storica onorata ormai dallo Stato con l’istituzione del Giorno del Ricordo», rileva Polito. Non solo, il convegno sulle foibe sarebbe stato a costo zero, mentre con il budget della Consulta spesso si finanziano iniziative da 2-3 mila euro. «Quindi non è una questione economica, ma la volontà di chiuderci la bocca perseverando in un’azione di negazionismo e di insulto alla memoria».

Del fatto avevano dato ampio risalto i quotidiani locali e il Giornale, ma la storia merita di essere ricordata ancora per l’escalation di intolleranza che respira per le vie di Milano chi fa politica a destra. L’effrazione barbara del vetro del murales di Sergio Ramelli è un altro esempio che grida vendetta, «in un clima politico che vede la città in balia costante delle iniziative e delle volontà dei centri sociali e della sinistra radicale che sostiene la giunta Pisapia», denuncia Polito. Anche oggi, racconta, «tra i gazebo di FdI, mentre facevo campagna elettorale per Carlo Fidanza, si è avvicinato un tipo che ha iniziato a fotografarci, non si sa bene a che titolo… Non è un bel vivere». Insomma, la Milano di Pisapia, deficitaria su un mucchio di cose, ha colpito almeno nel segno di rimettere indietro di 40 anni l’orologio della storia…

Che la stragrande maggioranza degli studenti abbia votato contro l’iniziativa di Polito è sconfortante. Quando l’Anpi si infuria di fronte a certe iniziative non gradite, non ci stupiamo più di tanto, ma che a farlo siano stati dei giovani fa male. Come si spiega? «Si spiega con i condizionamenti ideologici, con l’indifferenza di un corpo insegnante sostanzialmente di sinistra e indifferente a una verità storica ancora evidentemente dura da digerire», risponde Polito, esponente del raggruppamento giovanile di destra “Rotta di collisione”. «Questi elementi inducono anche chi non è omologato a non esporsi più di tanto perché si sente sempre in minoranza. Se si pensa che nessuno degli altri studenti è intervenuto in mia difesa… Sulle foibe, poi, la maggior parte delle scuole di Milano e provincia – ma mi risulta un po’ ovunque – non organizzano mai nulla, attendono solo che ci sia un’iniziativa individuale per promuovere un seminario o altro nel Giorno del Ricordo. Il che non è certo normale… ». Come non è normale la frase dell’ormai ex consigliere di zona B di Milano, Leonardo Cribio «Nelle foibe c’è posto anche per te». Facendo minacce sui morti si tocca veramente il fondo. La “consolazione” – si fa per dire – viene «dall’opinione pubblica sensibilizzata da alcuni giornali e dai comunicati di stima di Callo Fidanza e Riccardo De Corato, che mi inducono a proseguire e guardare avanti: «Sto lavorando a un nuovo progetto sugli Anni di Piombo – racconta – da presentare in Consulta e sarà incentrato sulla figura di Ramelli. Lo presenterò appena sarà convocata la prossima Assemblea». Per la cronaca, l’Assemblea della Consulta non si riunisce dal 20 febbraio e la scuola sta per finire. Secondo voi, come andrà a finire?