Mc Donald’s chiude i punti vendita in Crimea. E i nazionalisti russi vanno alla guerra dell’hamburger

L’annessione russa della Crimea rischia di accendere un nuovo fronte nella ‘guerra fredda’ tra Mosca e l’Occidente: McDonald’s ha annunciato di aver sospeso l’attività dei suoi ristoranti nella penisola sul Mar Nero per non meglio precisati ”motivi industriali”, sperando di riprenderla ”appena possibile” e offrendo intanto ai suoi dipendenti in Crimea un nuovo posto di lavoro nella rete ucraina. Un annuncio che in Russia è suonato “punitivo” come una sanzione, tanto da indurre il leader ultranazionalista Vladimir Zhirinovski a lanciare una campagna di boicottaggio per la chiusura dei locali McDonald’s in tutto il Paese. ”McDonald’s ha chiuso i suoi ristoranti in Crimea. Questo è molto positivo. Desidero che faccia lo stesso qui. Darò istruzioni alle organizzazioni cittadine del mio partito di tenere manifestazioni vicino a tutti i ristoranti McDonald’s”, ha annunciato Zhirinovski. ”Voglio che spariscano dalla mia vita”, ha proseguito, ammonendo che poi toccherà alla Pepsi Cola. In Russia McDonald’s ha diverse centinaia di punti vendita, con un tasso di crescita e rendimenti molto alti. A produrre i suoi hamburger è il gruppo Cremonini, leader italiano nella produzione di carni.