L’ultimo delirio dei No-Tav: «L’aggressione all’autista del pm Rinaudo è una bufala. Lui è un mitomane»

Venerdì sera a Torino l’aggressione all’autista del pm che indaga sui No-Tav, a distanza di pochi giorni la controffensiva mediatica del movimento degli antagonisti, che ha usato un vecchio schema caro ai m0vimenti di estrema sinistra degli anni Settanta. Negare, mistificare, ribaltare la verità. Quindi il raid dei tre uomini incappucciati contro l’autista del pm Antonio Rinaudo, è per gli antagonisti la «bufala di un mitomane». È  quanto si legge in un articolo pubblicato da uno dei principali siti internet di area antagonista e rilanciato da Notav.info, organo ufficioso del movimento No Tav. Nell’articolo si ripercorrono le notizie sull’accaduto e si fornisce la versione che negli anni Settanta si costruiva sugli atttentati delle Brigate rosse, definendole «le sedicenti Brigate rosse». Alla stessa maniera, si legge nella surreale ricostruzione dell’aggressione. «A una rapida lettura si capisce subito che siamo di fronte ad una bufala di un mitomane. Quello che non riuscivamo a capire cosa potesse portare un uomo di 36 anni a inventarsi una storia di questo tipo per attirare l’attenzione su di sé».  E ancora: «Ci stupisce che un funzionario così preparato e capace, con master a Guantanamo, come il dottor Petronzi (il capo della Digos di Torino, ndr) si faccia abbindolare da un ex-carabiniere». Ricostruendo l’accaduto il sito ha già dato il suo verdetto. Al momento c’è invece un’inchiesta in corso. L’ex carabiniere venerdì sera è stato aggredito sotto casa, a Torino, da un terzetto di sconosciuti al grido «servo dei servi dei servi». La sua colpa? Lavorare come autista e guardia del corpo del pm Antonio Rinaudo, magistrato in prima linea nei processi sugli anarchici, sui No Tav e sull’antagonismo in generale. L’uomo ha fatto valere la sua prestanza fisica e il suo passato di pugile, altrimenti poteva andargli molto peggio: se l’e’ cavata con delle ecchimosi e con profondi graffi a un braccio provocati forse da un oggetto metallico – un grosso anello o un orologio – o forse da un taglierino. Quel che preoccupa gli inquirenti è invece il salto di qualità degli antagonisti. Così come annunciato nel documento “Diventiamo Pericolosi”, redatto in Grecia lo scorso dicembre e rilanciato sul web nella versione italiana pochi giorni fa, si invitano i militanti a dire basta alle azioni simboliche e alla «partecipazione a scontri di piazza opportunisti»: gli anarchici «devono fare un salto di qualità», scatenare una «guerra permanente» e prendersela con «obiettivi umani». E proprio quell’aggressione indica che il “salto di qualità” è avvenuto.