Lista Tsipras: due spot per psicanalizzare la sinistra. Ma non bastava “Ecce Bombo”?

La raccolta di firme va avanti a rilento ma nella produzione di spot elettorali la lista L’altra Europa con Tsipras mostra un’ingegnosità stupefacente. Un impegno demolitorio della sinistra che si vorrebbe salvare che viene fuori già dallo spot in cui un gruppo di amici (che dovrebbero rappresentare le varie anime di una sinistra senza bussola) discute sul voto europeo manifestando tic e vizi ideologici non superati. Chi vuole i partigiani in lista, chi vuole il simbolo rosso sangue, chi vuole la scritta sinistra a caratteri cubitali, chi vuole la candidatura della coppia gay, chi vorrebbe i vegetariani a Strasburgo. Due minuti e ventisette di sfilacciamento verbale in cui non c’è nessuno spunto nuovo, in perfetta linea con l’autoflagellazione inaugurata da Nanni Moretti con “Ecce Bombo”. Non a caso nei commenti al video, postato su Youtube, qualcuno scrive sconsolato: “E dopo avere visto questo che faccio, mi iscrivo a CasaPound?”. Non l’ultima occasione per unire la sinistra, dunque. Ma la solita occasione persa.

Quelli della Lista Tsipras tuttavia ci hanno preso gusto e, dopo il primo spot tutt’altro che incoraggiante visto che mostra elettori di sinistra ai limiti della paranoia (e che leggono il Manifesto e il Fatto), porta le scelte per l’Europa direttamente dinanzi allo psicanalista. C’è nel video l’elettore del Pd incalzato dalla voce della psicoterapeuta che cerca di fargli prendere coscienza del suo trauma: ammettere l’esistenza di una sinistra che non fa più la sinistra. Il poveretto si tiene stretta la bandiera del partito democratico ma alla fine deve ammettere il raggiro: “Dovevamo rottamare tutto e stamo a fa’ il governo coi ciellini. Se stamo a fa’ scavalcà a sinistra dal Papa…”. L’alternativa, anche qui, sarebbe la Lista Tsipras. E lo spot non inventa nulla, ricalcando le orme dell’elettore Pd messo alla berlina da Diego Bianchi alias Zoro nei suoi video fulminanti ma che ormai risalgono al 2010. In pratica una Lista che, pur di restare fedele alla tradizione di sinistra, riprende anche accenni di satira che fecero ormai parecchi anni fa il successo di trasmissioni come “Avanzi”. Innovazione zero.