L’ex suora che rivuole sua figlia: in 200 manifestano in favore dei genitori affidatari

Il percorso di ricongiungimento tra una bimba di due anni e mezzo, affidata ad una coppia del Maceratese, e la madre naturale, una ex suora congolese violentata durante una missione all’estero da un sacerdote, che inizialmente aveva rinunciato a lei, «sta andando bene», ha riferito il legale che assiste l’ex religiosa, l’avvocato Luca Giardini. «Tanto che – spiega – la piccola ha cominciato a chiamare sua madre “mamma”». In favore dei genitori affidatari oltre duecento persone del comitato “Nati dal cuore” hanno manifestato davanti al Tribunale per i minorenni ad Ancona per chiedere un percorso “più tutelante” per la bambina. Con fischietti, cartelloni e palloncini rossi a forma di cuore hanno sostato davanti al tribunale a sostegno dei genitori della bimba, riaffidata con sentenza della Cassazione alla madre naturale, l’ex suora. Questa aveva rinunciato in un primo momento alla neonata, ma poi si era vista riconoscere dai giudici il diritto al ripensamento. Una delegazione dei manifestanti ha chiesto di essere ricevuta dal presidente facente funzione del Tribunale per i minorenni Vincenzo Capezza, che però non li ha ricevuti ma li ha invitati a presentare una richiesta formale di incontro. “Siamo tutti nati dal cuore” la scritta su uno striscione esposto dai manifestanti, arrivati con quattro pullman dalla provincia di Macerata. Molti i bimbi con cartelli scritti a pennarello: “È diritto di un bambino: avere una famiglia”, ma anche “essere rispettato”, “ricevere una buona educazione” o “cure speciali”. Un gruppo ha invece innalzato un foglio con la scritta “È un’ingiustizia” e la firma “V C”. Il comitato – spiega la portavoce Ilaria Cardarelli – si è costituito spontaneamente, tra persone che hanno avuto un sussulto quando hanno conosciuto questa storia dai media o attraverso conoscenze. Successivamente hanno aderito «anche genitori e figli adottivi e ora siamo in contatto anche con altre associazioni. Alla manifestazione non erano presenti i genitori affidatari della piccola, per la quale, come si è detto, è stato avviato il percorso di avvicinamento alla madre naturale (che nel frattempo ha lasciato l’ordine religioso cui apparteneva), con visite e pernottamenti presso una struttura di accoglienza a Fano.