Le “anime belle” parlano di gay, immigrati e rom. Ma i veri esclusi sono i pensionati

Nell’Italia del buonismo venduto un tanto al chilo nei mercati politici della sinistra, c’è chi si sente un fantasma: non ha forma fisica perché nessuno lo vede, non ha voce perché nessuno lo sente. E pazienza se stenta a fare la spesa al discount, se ha bisogno di aiuto o di essere accompagnato per le scale, se ha paura di restare solo in casa. Questo fantasma si chiama pensionato: un anziano su due, dicono le cifre ufficiali dell’Istat, vive con meno di mille euro al mese. E con mille euro deve pagare tutto, dall’affitto al mangiare, dalle bollette ai vestiti. Il tutto mentre scorrono le immagini dei tiggì e vede che la politica (anzi, una certa politica) ha come priorità i matrimoni gay, le case dove ospitare gli extracomunitari che sbarcano a migliaia sulle nostre coste, gli “aiuti” economici ai rom, le bollette che i Comuni pagano per acqua, luce e gas nei campi nomadi. E loro lì, in silenzio. Fantasmi. E non ci si muove neppure per correggere i macroscopici errori della riforma Fornero, esodati a parte, perché le pensioni d’oro continuano ad esistere e quelle da fame pure, nonostante l’innalzamento dell’età. I dati dell’Istat, sottolinea l’Ugl, ci restituiscono una fotografia in cui è evidente «la cronica incapacità del governo di gestire e tutelare i pensionati». Il sindacato, che ha proposto «una manifestazione nazionale di tutte le organizzazioni sindacali», definisce «insopportabile e intollerabile» il fatto che si trascurino i bisogni degli anziani. E lo squilibrio è evidente.  Soffrono i giovani, che non trovano lavoro, soffrono gli anziani, che non possono andare in pensione, e soffrono i pensionati che ricevono assegni da fame, nonostante i contributi versati. Per Giorgia Meloni, leader di FdI, chi finge di scandalizzassi di questa situazione è semplicemente in malafede: «Purtroppo nulla di nuovo. A fronte di milioni di pensionati italiani che percepiscono un assegno da fame, ci sono migliaia di persone che prendono pensioni elevatissime e in molti casi immeritate e ingiustificate. Fratelli d’Italia porta avanti la battaglia per la revoca delle pensioni d’oro da molti anni e ha depositato una proposta di legge che prevede di ricalcolare con il sistema contributivo la parte che eccede il tetto di dieci volte la pensione minima Inps. Sotto questa soglia non si tocca nulla, per la parte che eccede si mantiene quanto corrisponde agli effettivi contributi versati. Una proposta di legge che è stata affossata in Parlamento da tutti coloro che al momento dei fatti, Pd in testa, si schierano sempre dalla parte dei soliti potenti e dei privilegiati. Non rinunceremo a questa battaglia di civiltà – conclude la Meloni – e sfidiamo Matteo Renzi e tutte le forze politiche che lo sostengono: se davvero il presidente del Consiglio vuole dare un segnale di giustizia sociale, a riprendere la nostra proposta e mettere fine a questa vergogna nazionale cancellando privilegi ingiusti e odiosi».