Lavoro, il Ncd minaccia la crisi ma si ferma di fronte alla “fiducia”. Renzi: fanno campagna elettorale…

La crisi di governo sul decreto Lavoro ha aleggiato per un paio d’ore, questa mattina, sull’emiciclo della Camera. Ma poi si è rivelata solo un fuoco di paglia quella “serissima” minaccia di non votare il testo arrivata dal Nuovo centrodestra di Alfano. Quel testo, modificato in Commissione dall’ex ministro Damiano, non piace agli uomini di Alfano, ma Renzi non ha intenzione di sottostare ai loro capricci e lo ha fatto capire chiaramente. A metà mattinata, la svolta, dopo l’annuncio di una possibile rottura da parte di Cicchitto: «Al momento non c’è accordo sul decreto lavoro, noi non lo votiamo. È un passo avanti rispetto alla riforma Fornero ma la proposta era migliore prima del passaggio in commissione», aveva detto il deputato dell’Ncd. Poi il ministro Boschi ha gelato gli “alleati” ponendo la fiducia sul decreto, in aula. Quindi è iniziata una trattativa tra le parti, durante un vertice di maggioranza. I ministri Boschi e Poletti hanno tentato una mediazione ma tra Pd e Ncd non si è raggiunto un accordo sulle modifiche: Ncd voleva modifiche sulle sanzioni per l’apprendistato e il Pd che scendesse da 5 a 4 il numero dei contratti a termine. Rottura, dunque? Fiducia non votata? Crisi di governo? No, falso allarme. «Voteremo la fiducia alla Camera ma non rinunciamo a dare battaglia al Senato per difendere il Dl Poletti», ha annunciato il capogruppo del Ncd alla Camera Nunzia De Girolamo. «Esistono due sinistre: quella riformista di Renzi e Poletti e quella conservatrice di Damiano», aggiunge la De Girolamo. Ma al Senato qualcuno pensa davvero che Renzi possa cambiare idea? Intanto il premier, in serata, ha liquidato con poche battute lo scontro con gli alfaniani: «Le polemiche dentro la maggioranza sono tipiche di un momento in cui si fa campagna elettorale ma con rispetto della campagna elettorale noi vogliamo governare. Sui dettagli discutiamo ma alla fine si chiuda l’accordo perchè non è accettabile non affrontare il dramma della disoccupazione», ha detto Renzi al Tg1, ora più che mai la cassa di risonanza del governo.