Lavoro, domani inizia la battaglia in aula. Maggioranza spaccata, Fratelli d’Italia e “azzurri” in trincea

Domani, in aula, non voleranno colombe pasquali quando il presidente Boldrini annuncerà l’inizio della discussione sul decreto Lavoro, ma i falchi della maggioranza affileranno le armi e si prepareranno a sorvolare l’emiciclo a caccia di buone occasioni per consumare vendette politiche e personali. Il “Jobs Act” di Renzi rischia grosso, con il Nuovo centrodestra e Scelta civica all’attacco del testo uscito dalla Commissione Lavoro, ma al premier fa paura anche la sinistra del Pd, pronta a giocare brutti scherzi al plotone dei renziani che proverà a blindare il decreto, che in commissione ha già incassato parecchie, contestatissime modifiche. «La Commissione lavoro della Camera ha ridotto del 50 per cento la spinta propulsiva alla maggiore occupazione del decreto lavoro. È interesse del governo ora ripristinare le semplificazioni in materia di apprendistato, rimuovendo i vincoli che lo inibiscono. Così come è necessario ridimensionare la sanzione nel caso di contratti a termine superiori al tetto del 20 per cento degli occupati», è il proclama di Maurizio Sacconi, presidente dei senatori del Nuovo Centrodestra, che lascia intendere come la formazione politica di Alfano non accetterà di votare la fiducia sul testo attuale- «Il Nuovo Centrodestra ribadirà lungo l’iter del provvedimento la necessità di queste correzioni e il ripristino di corretti rapporti nella maggioranza parlamentare», aggiunge Sacconi.

Battaglia in aula arriverà anche dalle opposizioni, come annuncia Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia: «Non riusciamo ad appassionarci al dibattito di queste ore sul dl lavoro. Al momento del suo insediamento l’esecutivo Renzi aveva parlato di una riforma coraggiosa e rivoluzionaria, fondata sul principio del contratto unico di lavoro e di ammortizzatori sociali uguali per tutti. Ancora una volta, però, alle grandi promesse non sono seguiti i fatti. Questo decreto sembra purtroppo un’altra occasione persa mentre l’economia italiana continua a subire il peso della crisi», conclude la Meloni. «Ricordiamo che questo è un governo di sinistra anche se Ncd fa tentativi disperati per mascherarlo. Ricordiamo che il governo Renzi deve dialogare con la Camusso e company. Cosa ci possiamo dunque aspettare sulla riforma del mercato del lavoro?», si chiede invece la deputata di Forza Italia Daniela Santanchè. E il Pd? Ufficialmente ostenta ottimismo: «Domani approda in ula alla Camera il decreto sul lavoro. Il testo votato dalla commissione Lavoro, con il parere favorevole del governo a tutti gli emendamenti approvati, è un importante punto di equilibrio», dice il presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano. Ma Alfano & co., a quanto pare, non sono d’accordo.