L’agenzia Fitch annuncia: recessione finita, ma restano ambiziose le riforme promesse dal premier

«Il nuovo governo di Matteo Renzi ha annunciato un’agenda di riforme strutturali con una tabella di marcia ambiziosa». Così Fitch commenta il quadro politico dell’Italia nel rapporto in cui conferma il rating del Paese a BBB+ e migliora l’outlook a “stabile” da “negativo”. Fitch rileva comunque che «gli indicatori su mercato del lavoro e inflazione evidenziano la fragilità dell’economia» e che «il potenziale di crescita del’Italia è debole rispetto agli altri membri dell’Eurozona». L’agenzia di valutazione sottolinea che Renzi ha confermato «l’impegno del precedente governo a rispettare i parametri fiscali dell’Eurozona, in particolare il mantenimento del deficit sotto il 3% del Pil nel 2014 e un programma di consolidamento fiscale nel medio termine». L’agenzia ricorda che, in linea con il Programma di Stabilità, «il governo utilizzerà la limitata flessibilità fiscale creata dai risparmi derivanti dalla spending review per supportare l’economia attraverso tagli delle tasse nel breve termine». Di conseguenza Fitch prevede che nel settore pubblico il deficit sarà vicino al 3% del Pil nel 2014 per il terzo anno consecutivo. In generale, per Fitch, «una stabilizzazione del rapporto debito-Pil» e «una maggiore fiducia» nel fatto che questo processo sia posto «saldamente su un sentiero di discesa» potrebbero portare a «un’azione positiva sul rating» dell’Italia, mentre i principali fattori di rischio, che potrebbero determinare una “azione negativa”, sono l’instabilità politica, che rischia «di paralizzare le politiche economiche e fiscali» o indebolire l’impegno nell’azione di consolidamento fiscale, shock economici o misure fiscali che possano compromettere la fiducia nel piano di riduzione del debito. Nel motivare il miglioramento dell’outlook dell’Italia da “negativo” a “stabile” Fitch afferma che la recessione è conclusa, le condizioni di finanziamento dell’Italia sono migliorate e i rischi legati al settore finanziario sono scesi, con le grandi banche che hanno beneficiato di migliori condizioni di mercato per rafforzarsi.