La verità (inconfessabile) del sindaco Emiliano: «Con Berlusconi in campo, il Pd soffre»

Spesso si afferma che la spiegazione più semplice si rivela essere quella giusta. Un principio che oggi ha il volto e la voce del sindaco di Bari Michele Emiliano, che a proposito di strategie elettorali per le Europee ha espresso una verità con un candore che gli fa onore: «Con

Berlusconi in campo al sud si soffre. Perché Berlusconi al sud è un’immagine ancora molto molto entusiasmante per i meridionali». Considerazione non da poco detta dal sindaco di Bari nonché segretario regionale del Pd in Puglia, capolista alle europee per il Sud. Quindi sveglia, dice conversando con i giornalisti: «Anche attraverso l’aiuto del nostro leader, di Matteo Renzi, dobbiamo riuscire a ribaltare sconfitte a ripetizione sia nelle politiche sia alle europee». Ecco allora che la verità, ossia la spiegazione più semplice, viene fuori senza reticenze. L’accanimento e l’accelerazione delle procedure giudiziarie contro il Cav incoraggiate dalla sinistra avevano e hanno un solo fine principale: liberarsi al più presto e una volta per tutte di un Berlusconi difficile da battere alle urne, con un seguito elettorale non disposto ad avallare il giustizialismo di certe procure. Dunque la verità è una, par di capire, l’ammissione non tanto tacita che, se Berlusconi compete, «non c’è trippa per gatti”, come si dice a Roma.   Rispondendo a chi gli chiedeva come mai temesse Berlusconi, in questo momento “non al massimo” della sua carriera politica, Emiliano ha replicato ironizzando che «al sud sono abituati a votare anche quelli che sono in stato di detenzione». «Al sud – ha rilevato – questa débacle di Berlusconi è tutta da dimostrare. Non è la prima volta che eleggono qualcuno colpito da provvedimenti giudiziari in campagna elettorale. Perché al sud, com’è noto, soprattutto quel tipo di elettorato è molto molto fidelizzato a Berlusconi». Senza troppi giri di parole Emiliano esplicita quella che è stata la grande “ossessione” della sinistra di questi vent’anni: l’avversione viscerale verso un “nemico” troppo forte alle urne grazie al consenso di un elettorato giudicato “ontologicamente” impresentabile ma purtroppo numeroso . Un avversario così la sinistra non è stata in grado di fronteggiarlo ad armi pari, anzi, per liberarsene si è dovuto cambiare tavolo da gioco, non più politico, ma giudiziario. E la partita è stata vinta. Almeno sembra. Ma non per Emiliano, che rispetto ai suoi colleghi di partito ha almeno il dono del realismo oltrecché della chiarezza. «Dubito che possano accadere fatti che smobilizzino dopo il voto», dice Emiliano a proposito delle difficoltà attuali di Forza Italia. «Un voto che, anche se smobilizzato, non credo converga sul Partito democratico», ammette con molta onestà. «Dobbiamo prendere un voto in più di Forza Italia, perché fino ad adesso non ci siamo mai riusciti; e in Puglia dobbiamo prendere un voto in più di Raffaele Fitto, anche perché non ci siamo mai riusciti».