La Tasi si “mangia” il bonus da 80 euro sbandierato da Renzi (ma Delrio dice che non è vero)

Il governo Renzi con una mano dà e con l’altra prende. È questa la critica principale piovuta sul Def dopo il varo ottimistico del documento da parte del premier e dei suoi ministri. In pratica, il contribuente riceve 80 euro al mese ma dovrà sborsarne 35 per effetto della Tasi e delle addizionali Irpef regionali. Il bonus per i lavoratori medi con meno di 25mila euro annui lordi si rivelerebbe dunque un bluff. Il ministro Graziano Delrio cerca di metterci una toppa: il rischio che il bonus di 80 euro venga “mangiato” dall’aumento della Tasi, “per me non c’è”. “Il governo ha messo un miliardo in più” per evitare questo e per dare ai “comuni una disponibilità per fare più detrazioni e aiutare le famiglie in difficoltà. La Tasi – spiega Delrio – sarà a regime una tassa più equilibrata”. In ogni caso è una tassa comunale e dunque, chi sarà scontento potrà prendersela con i sindaci…

“È veramente patetico – replica Maurizio Gasparri (FI) –  il tentativo di riabilitare la Tasi. Delrio dice che quando sarà a regime sarà una tassa equilibrata e leggera. Quindi vuol dire che ora non lo è affatto. È una patrimoniale come abbiamo sempre denunciato. Con questo governo la pressione fiscale aumenta, questa è l’unica certezza. Per non parlare degli 80 euro che Renzi vuol dare a qualche lavoratore dipendente mentre per i disoccupati e i pensionati non fa nulla. E comunque la nuova Tasi mangerà qualunque ipotetico incentivo. È un altro bluff di Renzi”.