La Regione Lombardia dice sì al referendum: avanti per abrogare la Legge Merlin

8 Apr 2014 19:32 - di Sandro Forte

L’approvazione da parte del Consiglio regionale della Lombardia della proposta di referendum per abrogare in parte la legge Merlin è stata salutata dai consiglieri dei gruppi di centrodestra (tranne l’Ncd) che l’hanno favorita come “una battaglia di civiltà”. Il primo firmatario e capogruppo della Lega Nord al Pirellone, Massimiliano Romeo, ha commentato che «il popolo deve avere la possibilità di esprimersi sull’argomento e sotto la pressione di un possibile referendum il Parlamento sarà finalmente obbligato a legiferare su questo tema». Della stessa opinione anche il capogruppo della Lista Maroni, Stefano Bruno Galli, per il quale la consultazione popolare obbliga «lo Stato centrale a riscrivere una legge obsoleta», appunto la Merlin. In aula è intervenuto per la dichiarazione di voto di Forza Italia il consigliere Giulio Gallera che ha richiamato l’ esigenza di «una battaglia di civiltà contro l’ipocrisia di chi vuol far finta che non esista un problema legato alla prostituzione. La prostituzione esiste e come, è sotto gli occhi di tutti, le nostre città sono assediate da prostitute, ormai a qualsiasi ora del giorno e della notte. La prostituzione è il mestiere più antico del mondo, quello che chiediamo oggi è una regolamentazione nuova perché la legge Merlin è ormai strumento inadeguato. Con questa richiesta di ripensamento di una legge che risale al 1958 – ha proseguito Gallera – vogliamo innanzitutto fermare il fenomeno dello sfruttamento della prostituzione, togliere molte donne dalla strada e intervenire sul degrado urbano che la prostituzione purtroppo causa nelle nostre città. Bisogna ripensare alla pianificazione di un fenomeno che, se regolamentato anche dal punto di fiscale, permetterebbe allo Stato di recuperare un sommerso altrimenti irrecuperabile. Perché dunque – ha concluso – non consentire agli italiani di esprimersi su una questione così importante? Rassegnare questo tema alla volontà popolare rappresenta certamente un esercizio di alta democrazia e gesto importante che rimetterebbe al sentimento del cittadino decisioni che lo riguardano da vicino». A favore della proposta si sono espressi anche Elisabetta Fatuzzo (Lista Pensionati) e il gruppo Fratelli d’Italia. «Bisogna modificare una legge che resiste da quasi 60 anni e che sembra intoccabile», è stato infatti il commento del capogruppo di FdI Riccardo De Corato. Il M5S, che ha annunciato voto favorevole in aula, ha ribadito che «lo strumento del referendum ha il merito di mettere la cittadinanza di fronte a una realtà evidente ma ignorata».

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