La Meloni a bordo di un “mini-tanko” solidalizza con i “venetisti”: «Eccessiva l’azione della magistratura»

La Giorgia Meloni che non t’aspetti è arrivata a bordo di un “mini-tanko”a Verona, nella splendida piazza Erbe. Lì è giunta per una tappa importante della campagna elettorale di Fratelli d’Italia, ma il suo “ingresso” è inedito: una Fiat Panda con un cannone montato sul tetto, avvolta da una grande mimetica e coperta dalla bandiera tricolore e da quella del Veneto. Una scelta che la presidente di FdI ha subito voluto precisare: non è affatto una provocazione ai veneti, nella città che ha avuto otto presunti secessionisti finiti in carcere con l’accusa di eversione. «Intanto – ha spiegato – è un modo per solidarizzare da parte nostra, perché riteniamo che i provvedimenti che la magistratura ha preso contro gli indipendentisti siano eccessivi». «E pensiamo – ha aggiunto – che ciascuno possa esprimere liberamente le proprie idee. Ma con la stessa fermezza diciamo che noi siamo assolutamente contrari all’ipotesi dell’indipendentismo e crediamo che quella indipendentista sia la risposta sbagliata a una rabbia comprensibile». La leader di Fratelli d’Italia, accompagnata dal coordinatore regionale Ciro Maschio, ha spiegato che «la risposta non è la divisione, non è scappare. I problemi che hanno i veneti sono i problemi che, in maniera diversa, tutti gli italiani hanno». «La risposta – ha concluso – è nell’unità nazionale, è la solidarietà. Siamo molto più forti se siamo uniti, piuttosto che se ci dividiamo. Invece tutti insieme, le persone di buona volontà, indipendentemente dalla regione nella quale abitano, possono prendersi per mano e tirare fuori l’Italia dai problemi che ha, che sono sicuramente problemi di incapacità e inefficienza di uno stato che sembra essere nemico e avversario dei cittadini».