In Sicilia altri 2000 migranti. FdI protesta a Catania: «Le politiche Ue sull’immigrazione vanno a danno di pensionati e disoccupati»

È un flusso continuo, quello degli sbarchi di immigrati sulle nostre coste. Le tragedie del mare non si contano più, e i centri d’accoglienza sono ormai al collasso. Una situazione critica che ci costringe continuamente in uno stato d’emergenza: solo nelle ultime 24 ore sono più di 1.500 i migranti soccorsi dalle navi della Marina militare e della Guardia costiera impegnate nel Canale di Sicilia nell’ambito dell’operazione Mare Nostrum: una disposizione che sulla carta avrebbe dovuto arginare l’onda d’urto degli arrivi, ma che ultimamente sta accusando una fase di lacune e difficoltà. E la cifra delle persone da soccorrere, intanto, continua a salire: secondo fonti della Marina militare, nell’arco delle prossime ore dovrebbero essere trasferiti in Italia oltre 2000 migranti. Nella rada del porto di Pozzallo, nel Ragusano, dove già venerdì sera si sono concluse le operazioni di sbarco di 411 persone, tra cui 58 donne e 112 minori, di provenienza siriana, pakistana, marocchina, nigeriana, bangladese e ghanese, ci si prepara a nuovi sbarchi: è previsto l’arrivo di almeno altri 350 migranti. Nel frattempo, un marocchino di 19 anni e un tunisino di 26, ritenuti gli scafisti dell’imbarcazione soccorsa al largo del Canale di Sicilia, sono stati fermati dalla questura di Ragusa.
E non è tutto: a largo delle coste pugliesi un gruppo di 27 immigrati, che hanno dichiarato di essere afghani, pakistani, siriani e palestinesi, di cui tre minorenni, è stato soccorso in mare dai finanzieri della squadriglia navale di Gallipoli (Lecce), mentre era a bordo di un gozzo lungo 12 metri, immatricolato in Grecia, che è stato sequestrato. Sono stati gli stessi asiatici ad allertare le forze di polizia, che li hanno intercettati nel sud del Salento e condotti nel porto di Leuca. Quindi i profughi, dopo essere stati rifocillati e assistiti dai sanitari del 118, sono stati condotti nel centro di prima accoglienza “Don Tonino Bello” di Otranto (Lecce), dove sono in corso le procedure di identificazione. E ancora, sempre per rimanere in ambito pugliese, dodici immigrati, tutti uomini, sono stati trovati accovacciati e stipati nell’angusta intercapedine di un Tir privo di carico sbarcato nel porto di Bari. Il conducente del mezzo, un bulgaro trentaseienne, è stato arrestato da polizia e Gdf, e gli immigrati respinti in Grecia, da dove provenivano.
Una realtà critica da tanto tempo, quella dell’immigrazione, e ormai allo stremo delle forze economiche e sociali. Uno stato di endemizzazione del problema contro cui, inscenando uno “sbarco” simbolico di disoccupati, anziani, disabili e pensionati, Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale ha protestato a Catania, insieme al presidente del partito Giorgia Meloni e all’ex ministro Ignazio La Russa, «contro le politiche imposte dall’Ue sull’immigrazione», e contro «il governo Renzi che ha abolito il reato di clandestinità». Le politiche Ue, secondo FdI-An, «ci costano 900 euro al mese per immigrato, a fronte di una pensione sociale da 400 euro».