In Argentina la gente non ne può più e si fa giustizia da sola. Ma il governo pensa alle unioni gay

L’Argentina come il Far West. In un momento di crisi dilagante con la gente che è senza lavoro, con la delinquenza che dilaga e con la criminalità più che mai all’attacco i cittadini non ne possono più e sono molti i casi in cui hanno iniziato a farsi giustizia da soli. La disperazione cresce, la disoccupazione è alta, i redditi non bastano a sbarcare il lunario, i furti sono all’ordine del giorno, soprattutto nelle grandi città. Il crescente allarme sociale per l’insicurezza innesca sempre nuovi episodi di violenza e negli ultimi giorni si sono moltiplicati i casi di tentativi di linciaggio da parte di cittadini comuni che sono riusciti a catturare delinquenti, o presunti tali. A Rosario – terza città più importante del Paese, ma prima per il numero di omicidi – durante la settimana scorsa si sono registrati quattro casi di attacchi della folla contro delinquenti, uno dei quali si è concluso con la morte di un ladro diciottenne, David Moreyra, catturato dai passanti dopo aver rubato la borsa a una signora. Moreyra circolava con un complice in sella a una moto: il fenomeno dei cosiddetti “motochorros“ è diventato così comune nella città che sabato scorso due giovani che stavano andando a lavorare insieme in moto sono stati presi per delinquenti da un gruppo di persone e malmenati brutalmente prima che arrivasse la polizia e potessero dimostrare la loro innocenza. La giustizia fai-da-te è arrivata anche a Buenos Aires, dove nel quartiere residenziale di Palermo un borseggiatore è stato sorpreso mentre rubava e ha rischiato anche lui la morte: su Twitter molti vicini inorriditi hanno raccontato come il ladro, un ragazzo diciassettenne, è stato bloccato a terra dal portinaio di un palazzo vicino, mentre la gente faceva a turno per dargli pugni e calci in faccia.La presidente, Cristina Fernàndez de Kirchner, cresciuta all’ombra del marito, sembra brancolare nel buio.  In polemica evidente con il Vaticano, sta perdendo parte di quel consenso che caratterizzò la sua elezione.  Jorge Mario Bergoglio, che già da cardinale ebbe modo di criticare il kirchnerismo per il suo essere populista, oggi, da Papa, prende le distanze anche per l’approvazione della legge sul matrimonio omosessuale. Il popolo argentino, intanto, si avvita nella crisi e inizia a farsi giustizia da solo.